Spedizione punitiva con accoltellamento, arrestati i presunti autori

Gli agenti del commissariato di Taurisano hanno arrestato i presunti autori della spedizione punitiva, avvenuta lo scorso gennaio, contro un gruppo di rumeni. In quell'occasione uno degli stranieri fu accoltellato e ferito gravemente.

arresto

TAURISANO- Aggressione con accoltellamento, presi i presunti autori della spedizione punitiva avvenuta a Taurisano lo scorso gennaio, per il quale, in prima battuta, finì in manette un 32enne del posto. Tutto partì da un banale litigio, avvenuto nei pressi di un bar nella centralissima Piazza Fontana.

Dalle offese in pubblico, alle aggressioni in privato, solo lo spazio di poche ore. Dalle parole ai fatti, insomma, laddove per fatti si intende un accoltellamento ai danni di un giovane rumeno che per questo ha rischiato la vita. Era il 18 gennaio. Fu allora che un gruppo di giovani del posto avrebbe affrontato e minacciato alcuni rumeni. All’origine della discussione futili motivi, accuse infondate su una loro presunta attività criminale condotta in paese.

Dopo la lite ci fu una vera e propria spedizione punitiva. I taurisanesi, almeno 6, raggiunsero l’abitazione dei rumeni, in Via Ada Negri e qui, armati di coltello e mazze da baseball, avrebbero aggredito e ferito tre dei loro antagonisti, uno anche in maniera grave.

L’episodio non rimase impunito. Un primo arresto avvenne quasi immediatamente. Samuel Del Nilo, 32enne del posto, fu rintracciato dagli agenti del locale commissariato ed arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Oggi è toccato ai suoi presunti complici. Sempre gli agenti del commissariato di Taurisano, diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, hanno arrestato 4 ragazzi del posto.

In manette i gemelli Massimiliano e Pierluigi Scarlino, 39 anni, parenti del più noto Giuseppe Scarlino, soprannominato Pippi Calamita, storico boss della Sacra Corona Unita, e ancora Giovanni Maruccia, 36anni e Rocco William Attanasio, 23. Indagato anche il fratello maggiore dei due gemelli per aver accompagnato, con la sua auto, il gruppo a casa degli stranieri. Tutti rispondono di lesioni aggravate, porto illegale di armi e violazione di domicilio. Indagato per favoreggiamento, infine, un 32enne del posto che avrebbe intralciato le indagini della polizia.