Realtà diverse, obiettivi comuni: cultura e turismo

Tre città diverse, anche lontane geograficamente ma con obiettivi comuni: rinascita culturale in nome del turismo. Su questo si confrontati nel teatro Paisiello di Lecce i tre sindaci di Lecce, Catania e Verona

lecce

LECCE- Le realtà sono diverse, Verona, Lecce, Catania, ma tutte hanno un unico comune denominatore: sono città turistiche, ricche di bellezze, di storia, di cultura.  Ed è proprio questa vocazione congeniale a tutte e tre ad accomunare i progetti e le sfide: mettere in scena le proprie città e puntare sul turismo culturale per vincere la competizione europea.
A confrontarsi e a raccontarsi, raccogliendo e scambiando esperienze il sindaco di Lecce Paolo Perrone, Enzo Bianco, sindaco di catania e Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, ieri ospite nei nostri studi.

Così l’Italia è passata dal primo posto che occupava trent’anni fa come meta turistica mondiale al quinto di quest’anno, nonostante il turismo mondiale sia cresciuto in maniera esponenziale specie nell’ultimo anno con un miliardo di turisti in più. Sono dati commentati dal sindaco di Catania, Bianco che ha ribadito la necessità di fare squadra e di rilanciare un Paese con il maggior numero di siti patrimoni Unesco eppure è scelto dai turisti solo dopo gli Stati Uniti, la Cina, la Francia e la Spagna. In Sicilia qualche provincia si sta organizzando a fare fronte comune; Catania, Ragusa e Siracusa fanno marketing territoriale e cercano di coinvolgere i comuni delle proprie province, le difficoltà ci sono soprattutto perché ci si deve scontrare con la realtà e le regole di regione autonoma a statuto speciale.

Le difficoltà non mancano neanche per Verona nonostante sia la terza meta turistica dopo Roma e Venezia e goda dell’influenza turistica del vicino lago di Garda. Inoltre è una città ben collegata con i mezzi di trasporto, le infrastrutture non mancano e molta dell’offerta turistica è veicolata su internet, ottimo mezzo di orientamento per chi decide di spostarsi.

Tuttavia i tagli che sono stati fatti in primis al ministero della Cultura ha messo a dura prova  l’offerta per il turismo culturale di massa. Una grande risorsa per l’Italia la cultura e i suoi beni architettonici – ha commentato la giornalista Monica Maggioni che ha moderato l’incontro – lo ha dimostrato la visita di ieri a Roma del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che è stato trascinato quasi a forza fuori dal Colosseo e dalla cappella Sistina, segno che l’Italia gode delle sue attrattive e influenza tutto il mondo.

Lecce ed altre città più a sud, però, possono contare solo su un turismo stagionale, legato a quello balneare ed è sulla destagionalizzazione che il sindaco Perrone vuole puntare costruendo un’offerta che risponda anche alle esigenze del livello di qualità della vita dei turisti con servizi all’avanguardia. Per riuscire nell’obiettivo c’è bisogno del coinvolgimento di tutto il territorio e anche di privati come è successo per il progetto di “Lecce capitale europea della cultura per il 2019”.

“Un progetto nato quasi per caso – ha ammesso Perrone – per esigenze da campagna elettorale che poi ha trovato terreno fertile negli step successivi nonostante il disinteresse iniziale della regione. Ora Lecce concorre con altre sei città ad un obiettivo la cui vittoria darebbe lustro ed economia alla città e al territorio ma l’intero sistema Paese non ha creduto nel turismo delle città d’arte che rappresenta il 39 per cento del Pil, le attrattive ci sono ma l’Italia scivola sempre più nella classifica dei flussi turistici e dal 2008 ad oggi sono stati tagliati 1,3 miliardi di euro in investimenti per la cultura ed i suoi beni”.

L’auspicio dei sindaci è in una inversione di tendenza del governo nonostante il periodo di forte contrazione economica e maggiori investimenti provenienti dal territorio per il quale poi ci sarebbe un ritorno in immagine, economia e occupazione.