Crolli coste, Della Valle attacca Potì: “Sbagliato affidare gli studi all’università barese”

Federbalneari, mentre il governo si prepara a varare una riforma del demanio marittimo, ha organizzato un convegno al Convitto Palmieri di Lecce per discutere del futuro delle imprese balneari. Sui crolli coste Della Valle critica Potì: “Sbagliato affidare gli studi all'Università di Bari”.

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LECCE- Non è un momento facile per i balneari salentini, tra ordinanze di chiusura di lunghi tratti di costa e incertezze normative sulla gestione del demanio marittimo si combatte per promuovere l’ambiente costiero made in Salento e la crescita sociale ed economica delle imprese balneari. Intanto, il governo si prepara a varare una riforma organica.

Ai balneari fa paura l’applicazione della direttiva Bolkestein, perché vorrebbero scongiurare il rischio che, nel nome della liberalizzazione dei mercati, i grandi gruppi stranieri mettano le mani sulle spiagge salentine, in vista della messa al bando prevista nel 2020, vanificando tutti gli investimenti e il lavoro fatto dai piccoli imprenditori salentini negli anni.

Oggi, le imprese balneari vivono in uno stato di crisi e di incertezza normativa, ma Federbalneari punta sulla proposta dell’onorevole Sergio Pizzolante: l’Italia dovrà regolare il settore e i balneari chiedono che venga riconosciuto almeno il diritto di superficie, per gli investimenti fatti e le strutture costruite.

“Nessun problema nell’aprirsi ai mercati e all’imprenditoria straniera, ma è bene farlo con criterio: bisogna affidare i lidi a chi investe e rispetta gli standard qualitativi di una città turistica che si rispetti – ha spiegato Paolo Perrone – cercando di valorizzare i nostri imprenditori che hanno investito per anni”. 30 mila imprese italiane hanno investito e creato valore sulla base della legge che nel 2009 garantiva il rinnovo automatico delle concessioni. L’Europa, però, chiede che il rinnovo rispetti i criteri di concorrenza previsti dal libero mercato. Principio pienamente condivisibile, spiega Pizzolante, “a condizione che si riconosca alle imprese esistenti un diritto di opzione per gli investimenti fatti e i valori di impresa creati”.

Intanto, resta in piedi un grande problema per il turismo salentino: quello del rischio crolli su lunghi tratti di costa. La Capitaneria di Porto dovrebbe emettere nuove ordinanze di inibizione dalla balneazione e alla navigazione, sempre sulla base dello studio dell’Autorità di Bacino: uno studio che il Comune di Melendugno sta cercando di modificare affidando la consulenza all’equipe dell’Università di Bari. Una mossa che non ha fatto piacere al presidente di Federbalneari Salento Mauro Della Valle, che si aspettava l’affidamento degli studi all’università salentina, che conosce meglio il territorio.

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