Usura, perquisizioni serrate: indagato un imprenditore

Perquisizioni antiusura tra Lecce e San Donato. Finisce nei guai Fabio Persano, il titolare di una concessionaria auto di Lecce. Le accuse ipotizzate sono quelle di usura ed estorsione.

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LECCE-  Il dramma dell’usura continua a mietere vittime. Nelle scorse ore i finanzieri della sezione di polizia giudiziaria, al comando del colonnello Francesco Mazzotta, hanno perquisito l’abitazione del titolare di una nota concessionaria leccese, Fabio Persano, 46enne originario di San Donato di Lecce, alla ricerca di una serie di cambiali contratte da due imprenditori, padre e figlia che, in grosse difficoltà economiche, si sarebbero rivolti a lui per chiedere aiuto.

E le cambiali sarebbero state trovate, insieme con l’accordo sulla base del quale sarebbero state firmate. Ma c’è di più. Le vittime si sarebbero impegnate a vendere un appartamento a Merine, di loro proprietà, nel caso in cui non avessero onorato il debito. Un debito di circa 36mila euro che, con i tassi applicati da Persano, avrebbero raggiunto i 64mila euro.

A dare il via agli accertamenti che, stanno muovendo i primi passi, un esposto presentato dalle stesse presunte vittime, e finito sulla scrivania del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia che ha iscritto il nome di Persano nel registro degli indagati ipotizzando nei suoi confronti le accuse di usura ed estorsione.

E ha delegato tutti gli accertamenti ai finanzieri del nucleo di pg.  Secondo quanto i due piccoli imprenditori hanno denunciato, le richieste di denaro da parte del Persano sarebbero divenute nel corso delle settimane sempre più pressanti, tanto da provocare loro un vero crollo psicologico. E ora gli investigatori vogliono ricostruire tutti i rapporti finanziari intercorsi tra Persano e le due presunte vittime, ed anche l’esatto tasso d’interesse applicato a poco meno di 50 cambiali di un valore che va dai 2mila ai 2500 euro.