Marò, sospeso il processo. Renzi a Obama: “Serve ulteriore appoggio”

La Corte Suprema indiana ha accolto il ricorso di Latorre e Girone contro l'utilizzo della polizia Nia antiterrorismo. La prossima udienza si terrà tra quattro settimane.

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NEW DELHI – È senz’altro un punto a favore per l’Italia, anche se c’è chi richiama alla prudenza: la Corte Suprema indiana ha ammesso il ricorso dei due marò contro l’utilizzo della Nia, la polizia antiterrorismo, ed ha sospeso il processo a carico dei due fucilieri italiano presso il tribunale speciale. La Corte indiana dunque ha fermato il processo per il militare tarantino Massimiliano Latorre e il suo collega di Bari Salvatore Girone. Si tratta cmomunque di uno stop momentaneo. La prossima udienza si terrà tra un mese. Quello dei marò è stato uno dei temi affrontati nel confronto a Roma tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente del Consiglio Matteo Renzi 

I due hanno discusso sui rapporti politico-economici tra i due paesi, e l’ex sindaco di Firenze non ha tralasciato di chiedere “Al presidente Obama di poter contare su un ulteriore appoggio e sostegno”.

“Stiamo calmi”, è intanto il commento alla notizia della sospensione del processo, di Staffan de Mistura: “Dobbiamo reagire con glacialità, ma spero con efficacia – ha aggiunto l’inviato speciale del governo che, mentre attende di vedere i dettagli della nuova decisione della Corte, spiega: “Noi puntiamo esclusivamente sulla internazionalizzazione”. L’Italia infatti ha piu volte ribadito che non riconosce la giurisdizione indiana sul caso e che quindi rifiuterà il processo e non presenterà i due militari in tribunale.