IN GRAZIA DI DIO

Segno Urbano

Edoardo Winspeare. Austriaco di nascita e cresciuto nelle terre salentine più profonde. Regista apprezzato anche all’estero con pellicole come “Sangue vivo” e “Galantuomini” in cui fotografa le anime, i colori e le ferite di un Salento in cui il racconto di tradizioni antiche e cronaca quotidiana si uniscono.
Da qui nasce il suo ultimo lavoro “In grazia di Dio”, nei cinema di tutta Italia dal 27 marzo. Girato nel profondo sud. Tricase, Corsano ed altri luoghi in cui Winspeare è cresciuto, “In grazia di Dio” racconta quattro donne. Quattro donne in cui ci potremmo riconoscere tutti. Una storia di tanti. Crisi economica. Fallimenti lavorativi e di vita. Il racconto. Il cinema come mezzo che racconta le emozioni scoperte. Verità. Ferite di un territorio sfruttato e usurpato. Piaghe dell’animo umano che, però, nel momento peggiore trova la forza di restare, fermarsi. Cambiare. Come noi. Figli di una terra bellissima e, a volte, arida di prospettive. Toccare il fondo e, bruscamente, dover riconsiderare tutta la propria esistenza e le naturali priorità. Andare via. Ritornare.

Una luce improvvisa, inaspettata, che nel momento peggiore fa riscoprire la meraviglia delle cose semplici. La terra. La magia di un banale grazie, detto nel momento giusto. L’amore. La riscoperta di legami familiari che il buio di una crisi economica aveva quasi cancellato, segno distintivo di una esistenza insufficiente e rinunciataria.

Qualità personali riscoperte che consentono di dare il meglio di sé, ricominciare a relazionarsi in modo tenace, sincero, ispirato. La lezione da cui ripartire. Un nuovo inizio. Dove il tempo contiene tutto e, come sabbia, scorre negli spazi della vita. Un inizio bello. Pulito. Aperto. Una ventata di freschezza da respirare a pieni polmoni. In cui le cose importanti occuperanno nuovamente il posto che meritano. Sud. Puglia. Vita.

Valentina Pellegrino