Ordinanze per rischio crolli coste, adesso tocca a Castro

La Guardia Costiera di Otrando non arresta i controlli che hanno portato ad inibire ampi tratti della costa Adriatica: adesso tocca a Castro. A breve potrebbe partire l'ordinanza.

guardia costiera

CASTRO- E adesso tocca anche a Castro: c’è un tratto di costa che a breve potrebbe subire le stesse sorti delle marine di Melendugno. Il comandante Miriello, della Guardia costiera di Otranto è al lavoro in queste ore per le verifiche sulle zone che nel Piano di assetto idrogeologico stilato dall’Autorità di Bacino risultano a rischio crolli.

Mentre l’estate si avvicina, continuano i controlli della Guardia Costiera ed è chiaro che le ordinanze che inibiscono la balneazione e la navigazione nei tratti a rischio sono destinate ad andare avanti. La zona più colpita da questi provvedimenti è quella che va da Lido San Basilio a Sant’Andrea, ma il sindaco di Melendugno avverte: “Se ci si basa sul Pai rischiamo di chiudere l’80 per cento delle coste della Puglia”.

Insomma, l’invito del primo cittadino è quello di agire senza troppo zelo e di sospendere prima che si crei un danno serio al turismo. Il Pai della regione Puglia individua le zone denominate PG, ovvero con pericolosità geomorfologica, che va da zero a tre: sulla base degli studi dell’Autorità di Bacino la Guardia Costiera sta intervenendo e non sembra intenzionata a fermarsi.

Secondo quanto afferma il sindaco di Melendugno lo studio si affida a foto e a rilevazioni poco approfondite. Il comune di Melendugno chiederà la consulenza al Politecnico di Bari, dipartimento Dicatech, per gli studi che dovrà fornire all’Autorità di Bacino, con l’intento di rimodulare il Pai e successivamente le ordinanze della Capitaneria.

“Siamo stati lasciati soli: dovremo fare tutto con le nostre risorse. Gli studi dobbiamo pagarceli da soli e questa è una beffa” – chiosa Marco Potì. Venerdì il sindaco presenterà alcuni progetti di intervento sulle coste in Regione per ottenere finanziamenti. Intanto, lunghi tratti di costa rischiano di essere interdetti al pubblico per tutta l’estate.