Pass fasulli, gli avvocati di Messuti: “Non parlerà. Non conosce i fatti”

I legali di Messuti hanno depositato, presso la sezione di PG dei Carabinieri, nota scritta in cui si espongono le ragioni per le quali l’Avv. Messuti s’intende avvalere della facoltà di non rispondere : "E' estraneo alla vicenda"

Gaetano Messuti

LECCE- Domani è previsto l’ascolto dell’assessore comunale di Lecce Gaetano Messuti coinvolto nell’inchiesta sui pass fasulli. Gli avvocati difensori dell’assessore, Pasquale Corleto e Amilcare Tana, fanno sapere di avere depositato, presso la sezione di PG dei Carabinieri, nota scritta in cui si espongono le ragioni per le quali l’Avv. Messuti s’intende avvalere della facoltà di non rispondere e non si presenterà, pertanto, per il compimento dell’atto di indagine preliminare fissato per il 28.3.14.
“Tenuto conto -scrivono- della natura dell’atto (sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte indagini) che non prevede neppure la necessità di una benché minima descrizione del fatto contestato e meno che mai degli elementi raccolti dagli inquirenti – tanto che lo stesso è di competenza degli organi di PG e non del Pm; che, di solito, è riservato alla fase immediatamente iniziale delle indagini preliminari e che, secondo le indicazioni della costante giurisprudenza, è atto ben distinto dall’interrogatorio, al punto da essere ritenuto non già uno strumento di difesa, bensì un mezzo di indagine – e considerato, pertanto, che il nostro assistito è nell’impossibilità di conoscere gli elementi essenziali delle accuse mosse a suo carico, abbiamo suggerito all’Avv. Messuti di avvalersi della facoltà concessagli dal codice di rito, riservando l’esposizione delle ragioni a sostegno della sua completa estraneità alla vicenda al momento in cui saranno portati a conoscenza della difesa i fatti per i quali è indagato”.

Nella stessa giornata sarà interrogato anche l’altro indagato, Vito Baglivi, dipendente della Sgm e collaboratore dell’assessore.

Nei loro confronti si ipotizza il reato di ricettazione. Tutto nasce dal sequestro di quattro pass per parcheggiare gratuitamente: uno era esposto sul cruscotto dell’auto dell’assessore Messuti; gli altri tre sono stati trovati in casa di Baglivi, nel corso di una perquisizione disposta in un’inchiesta per usura.