Operazione Aequanius, scena muta del direttore di banca

Alcuni sono rimasti in silenzio, il direttore di banca ha preferito non parlare davanti al giudice. Sono cominciati e si sono conclusi oggi gli interrogatori per gli arrestati nell'operazione Aequanius

bpp guagnano

LECCE- E’ rimasto in silenzio davanti al gip Simona Panzera, il direttore della filiale di Guagnano della Banca Popolare Pugliese Luigi Albanese. Si sono svolti nelle scorse ore gli interrogatori di garanzia di 5 degli arrestati, accusati a vario titolo di usura, estorsione e attività finanziaria abusiva.

Tutti sono finiti nei guai nel corso dell’operazione Aequanius, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce al comando del capitano Biagio Marro coordinati dal sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia Alessio Coccioli. Chi di loro ha parlato, lo ha fatto per respingere le accuse e negare ogni addebito. In silenzio è rimasto anche Ciro Iaia.

Al centro dell’inchiesta il ruolo dell’insospettabile bancario che, secondo l’accusa, approfittando del suo ruolo, della perfetta conoscenza della situazione bancaria di ogni cliente, in diverse occasioni aveva concesso in prestito somme di denaro, aveva incoraggiato clienti in difficoltà a rivolgersi a canali esterni poco leciti, si prodigava in favori, prorogando ad esempio l’incasso degli assegni postdatati, in cambio però di regalìe di diversa natura: televisori, computer, riparazioni gratis dall’auto, tagliandi e revisioni in omaggio.

Tant’è che ad essere caduto nella rete dei 7 presunti usurai è stato anche il titolare di una concessionaria.  L’usura si sarebbe consumata con modalità mafiose: per convincere le vittime a pagare venivano tirati in ballo personaggi della Scu di Monteroni. Se non paghi te la dovrai vedere con la sacra corona unita, sarebbe stata la classica minaccia che spesso si traduceva in ritorsioni vere e proprie.