Rifiuti, tra i sindaci scoppia la guerra degli impianti

In ballo ci sono 13 milioni di euro destinati dalla Regione al compostaggio industriale: alla fine della riunione dell'Ato provinciale Cavallino ottiene quasi metà dei fondi, mentre sulle candidature di Ugento, Galatina, Tricase e Leverano si è aperta la guerra degli impianti

paolo perrone

LECCE- La guerra sui rifiuti sbarca nell’assemblea dei sindaci: con il risultato che l’unico impianto che, per ora, riceverà fondi per la riconversione sarà quello di Cavallino. Mentre è battaglia aperta nel resto della provincia – e soprattutto sugli impianti di Poggiardo e Ugento e su un eventuale nuovo impianto tutto da costruire: se farlo e, soprattutto, dove farlo. Alle candidature – già note – di Galatina e Soleto, si sono affiancate quelle di Tricase e Leverano. Ma c’è anche chi, come il sindaco di Corigliano Ada Fiore, ha giudicato inutile il terzo impianto, scatenando le ire di Poggiardo ed Ugento.

La gestione dei rifiuti fa litigare ancora una volta i sindaci della provincia, ritrovatisi in mattinata nell’aula consiliare del comune di Lecce per la riunione dell’Oga, l’organismo di gestione dell’Ato provinciale che ha sostituito i tre ambiti Lecce 1, Lecce 2 e Lecce 3. Il punto più tormentato all’ordine del giorno era quello sugli impianti di compostaggio e sull’utilizzo dei 13 milioni di euro messi a disposizione dalla regione per costruirli.

Proposta di Paolo Perrone, presidente dell’Ato: dividiamo i fondi in base alla quantità di rifiuti prodotti dai tre ex ambiti e usiamoli per convertire le attuali piattaforme di cavallino e Ugento in impianti di compostaggio e per costruire ex novo un impianto nel territorio dell’Ato Lecce 2. Una proposta che ha incontrato i dubbi tecnici del sindaco di Tricase, antonio coppola: “Un biostabilizzatore convertito produce compost di scarsa qualità, che dovremo buttare in discarica e quindi è meglio costruire impianti nuovi e davvero efficienti”, ha spiegato coppola, candidando la sua zona industriale alla costruzione di un impianto ex novo, in grado di servire non solo il Capo di Leuca, ma anche l’area di Poggiardo. Ai dubbi del sindaco di Tricase sono state contrapposte le ragioni economiche: dobbiamo fare presto – ha detto Perrone – o la regione dirà che è colpa dei sindaci non aver utilizzato i fondi disponibili”.

I tempi stringenti sono anche il motivo per cui, per Silvano Macculi, non sono realizzabili nuovi impianti e quindi le candidature di Galatina, Soleto, Tricase o Leverano sono inutili: “E’ un giochino che la regione fa – ha affermato l’ex presidente dell’Ato Lecce 2 – pur sapendo che i fondi o vengono rendicontati entro un anno o tornano in Europa”.

Una tesi che non ha convinto né Galatina né Leverano, che hanno avanzato candidature per costruire nuovi impianti. Così perdiamo un’occasione – ha eccepito il sindaco di Corigliano Ada Fiore: rimaniamo fermi agli ex ato, quando ormai c’è un unico Ato provinciale. Due impianti, Cavallino e Ugento, bastano per la provincia di Lecceha affermato la Fiorementre il biostabilizzatore di Poggiardo può essere convertito sì, ma per trattare la frazione secca. Una proposta che però si è scontrata con il “no” del sindaco di Poggiardo ma soprattutto ha fatto montare su tutte le furie il sindaco di Ugento. Se viene meno l’impianto nell’ex Ato Lecce 2 – ha detto Massimo Lecci – significa che sarà Ugento a farne le spese: a questo punto la nostra disponibilità è ritirata.

Apriti cielo, nell’assemblea si è alzato il polverone, che Perrone ha diradato stralciando il finanziamento (5 milioni 850mila euro) per la conversione degli impianti di cavallino e rimandando le altre questioni ad una prossima riunione. Una proposta passata a maggioranza, con il voto contrario di alcuni sindaci di centrosinistra, quelli dell’area tra galatina e corigliano. I nodi più intricati, insomma, rimangono tutti da sciogliere; e la sensazione è che la guerra dei rifiuti sia solo alla prima battaglia.