Villa-Franca: falsi braccianti, vere ville di lusso. “Premeditata” speculazione edilizia

Una fetta di Francavilla da stamattina è sotto sequestro: sigilli a 90 villette, 199 indagati. Le abitazioni dovevano essere case coloniche e invece erano appartamenti di lusso. Per la procura è "speculazione premeditata".

francavilla

FRANCAVILLA- Una “premeditata” speculazione edilizia e lo stravolgimento dell’area agricola intorno alla città: si è svegliata sotto chiave Francavilla Fontana e con addosso il peso di un’accusa durissima. 90 abitazioni e terreni sono stati sequestrati, notificati 199 provvedimenti, tra gli indagati sei tecnici comunali e 40 progettisti e direttori dei lavori. Le indagini, durate sei anni, coordinate dal pm Valeria Farina Valaori e delegate alla polizia municipale, hanno dato esiti clamorosi.

Il decreto di sequestro, firmato dal gip Giuseppe Licci il 10 marzo scorso, è stato eseguito in mattinata, nell’ambito di un’operazione che ha il nome con un sapore di beffa: “Villa Franca”, come venne chiamata anticamente la città dal fondatore principe D’Angiò, che invitò gli abitanti del circondario ad insediarsi in questa terra promettendo di non applicare gabelle. “La storia si ripete”, scrive in una nota stampa la polizia municipale di Francavilla.

A scoperchiare il vaso di Pandora, nel 2008, è stato un controllo di natura edilizia: la squadra di polizia giudiziaria accerto’ che il proprietario di un fabbricato posto in zona agricola aveva ottenuto il permesso di costruire dichiarando falsamente di rivestire la qualifica di bracciante agricolo con un semplice atto notorio allegato alla richiesta, avallato da due testimoni.

Un escamotage che aveva consentito al richiedente di usufruire dell’ esonero del pagamento degli oneri e di costruire una civile abitazione, in zona agricola, laddove e’ consentita la sola edificazione di immobili con requisiti della casa colonica. Da allora, sono stati passati al setaccio tutti i permessi di costruire rilasciati in favore di braccianti agricoli negli anni 2007 e 2008, con estensione successiva dei controlli a tutto il periodo che va dal 2006 al 2011. Le verifiche incrociate presso l’Inps e presso il centro territoriale per l’impiego hanno permesso di accertare che circa il 90 per cento delle attestazioni di qualifica era falso. La consulenza tecnica disposta dalla Procura ha confermato che quasi tutte le abitazioni erano diventate civili abitazioni (alcune con piscina) utili a trascorrere le ferie estive, senza nulla avere a che vedere con l’attività agricola. È questa la fotografia emersa dai 500 fascicoli acquisiti presso l’Ufficio tecnico comunale, per ognuno dei quali è stato eseguito un sopralluogo e avviati accertamenti in tutto il territorio nazionale, visto che alcuni richiedenti sono residenti in altri comuni.

400 gli immobili risultati non in regola, figli di permessi di costruire che, secondo la Procura, sono da ritenersi illegittimi per la carenza dei requisiti oggettivi, per la falsità in atti accertata dagli investigatori e per irregolarità di altra natura, in particolare per la violazione di norme che riguardano la tutela paesaggistica.