Palagiano, addio a Carla e al piccolo Domenico. “Gli assassini si pentano”

Chiesa gremita ieri per l'addio a Carla Fornari e al piccolo Domenico, ammazzati nella strage di Palagiano. Don Favale si rivolge ai killer: “L'omicidio di un innocente li aiuti a convertirsi”. Domani marcia di libera insieme a Don Ciotti.

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PALAGIANO-  Leggere, libere in cielo, le anime di Carla e del suo bambino Domenico. Libere. Distanti ormai da questo mondo che ha riservato per loro una vita difficile e strappata nella maniera più atroce.

“Rivoglio i miei piccini, tutti e due”. Urlava così tra le lacrime la mamma di Carla, nonna di Domenico. Un lamento disperato il suo, ininterrotto, per tutta la durata della messa, a cui ha preso parte con permesso speciale anche lo zio detenuto del piccolo Domenico, Agostino Petruzzelli.

I funerali sono stati celebrati dall’amministratore diocesano di Castellaneta don Giuseppe Favale, nella Chiesa di San Nicola a Palagiano: “Un nostro figlio è stato massacrato per la cieca abiezione di chi ha perso ogni pur minima considerazione della vita umana, anche tra i nostri bambini è stata presa una creatura debole e fragile , per essere sacrificata, come vittima inconsapevole, in nome della più assurda cattiveria e del più diabolico egoismo”. 

E ancora, nell’ omelia, è ricordato il valore della famiglia: “Scopriamo i semi di bene presenti tra noi, facciamoli fruttificare soprattutto nelle nostre famiglie, che devono ritornare ad essere autentiche scuole di vita dove si impara ad amare e a rispettarsi gli uni gli altri. è necessario investire per far crescere, soprattutto tra le nuove generazioni, la cultura della legalità”.

Per questo don Favale si è rivolto poi a chi ha commesso la strage: “Davvero perverso è il cuore di quell’uomo che non ferma la propria mano omicida dinanzi a nulla, nemmeno dinanzi ai bambini..per molti forse l’esistenza umana non vale nulla, per cui si uccide senza pietà..per raggiungere i propri scopi, spesso legati a interessi di lucro e ingiusto arricchimento..”. 

E poi rivolgendosi ancora agli assassini chiede “di ravvedersi e di lasciarsi toccare il cuore dal sangue innocente del piccolo Domenico e dal dolore dei suoi fratellini che hanno visto morire inaspettatamente davanti ai propri occhi le persone loro più care”

Fiori bianchi sul feretro, minuscolo, di Domenico. Pochi palloncini con sopra il suo nome. E fiori rosa per la mamma. Piccoli segni di speranza, di vita, di resurrezione.