Strage Palagiano: la pista del regolamento dei conti. I bimbi sopravvissuti hanno finto di essere morti

Gli inquirenti setacciano ogni indizio, ascoltano testimoni ed effettuano perquisizioni per identificare gli autori del triplice omicidio di Palagiano. I bimbi, di 6 e 7 anni, si sarebbero salvati fingendosi morti.

FOTO VITTIME

PALAGIANO- Sono ore di indagini serrate quelle del giorno dopo la strage di Palagiano. Gli inquirenti setacciano ogni indizio, ascoltano testimoni ed effettuano perquisizioni per identificare gli autori e risalire al movente della mattanza di lunedì sera in cui hanno perso la vita, sotto una raffica di colpi di pistola, Cosimo Orlando 43 anni, detenuto in semi libertà, e la sua compagna Carla Maria Fornari e il suo figlioletto di 4 anni, nato da un precedente relazione.
Gli inquirenti hanno già un’idea, su cui stanno lavorando, e che porta all’uomo ucciso e al fatto che nonostante il regime di semilibertà si fosse reinserito nel mondo della mala e del traffico della droga. Le rivalità nel controllo e nello spaccio di sostanze stupefacenti, quindi, sarebbe l’elemento che l’altra sera avrebbe spinto il commando ad affiancare sulla SS 106 la Matiz su cui viaggiavano 5 persone in tutto: i tre ammazzati e sui sedili posteriori altri due bambini, ossia i fratellini della piccola vittima, rimasti illesi. I bimbi, di 6 e 7 anni, si sarebbero salvati fingendosi morti.

L’attivismo di Orlando dunque, che la mattina usciva dal carcere per andare a lavorare in un’azienda agricola facendovi rientro in serata, potrebbe aver dato fastidio a qualcuno dei clan dominanti nella zona occidentale della provincia tarantina ma anche a persone a lui vicine.

Il versante occidentale, d’altra parte è una zona calda sul fronte della criminalità dello spaccio. Lo dicono le relazioni investigative della’autorità giudiziaria: c’è la lotta tra clan per il predominio per i traffici illeciti. Le indagini sull’agguato ruotano quindi attorno al ruolo di Orlando. Ma del resto, sono tanti i dubbi e le ipotesi che in queste ore stanno passando sotto la lente dell’analisi investigativa tra carabinieri di Taranto , Procura di Taranto e la distrettuale antimafia di Lecce.

Nelle prossime ore, invece , sarà eseguita l’autopsia sui corpi della vittime , anche se qualche elemento è già emerso: come il proiettile calibro 9 che avrebbe trapassato la carotide del piccolo.