Sgombero al “Ferrohotel”, in strada decine di senzatetto

Sgombero alle prime luci dell'alba presso il "Ferrohotel" di Brindisi. L'ex ostello era la "casa " di decine di senzatetto stranieri che ora tornano in strada. Immobile sigillato e messo all'asta.

sfratto

BRINDISI- Tutti per strada, tutti, dalle prime luci del mattino, senza più tetto che, per quanto pericolante, rappresentava la cosa più vicina che questi uomini potessero avere.  Gli “sfrattati” sono gli immigrati del Ferrohotel di Brindisi, nomignolo che la dice lunga sulle eufemistiche qualità di questo stabile a ridosso del canale Patri di Brindisi occupato da mesi da decine di extracomunitari africani, afgani, pakistani senza fissa dimora.
Ad eseguire lo sgombero, sotto la direzione della Polizia della vicina Questura, numerose pattuglie della Polizia di Stato , dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale. Una vera e propria task force mossa dopo la segnalazione alle forze dell’ordine da parte di alcuni residenti che avevano denunciato le gravi condizioni sanitarie dello stabile, ex ostello di proprietà di una società in liquidazione e da anni meta privilegiata dei tanti senza tetto che affollano il capoluogo adriatico.

Tutti gli stranieri, prima di essere allontanati, sono stati identificati dal personale della questura coordinato dal dirigente Francesco Barnaba. Chi trovato in possesso di documenti in regola è stato libero di andare, per trovarsi un altro posto, un’altra baraccopoli. Mentre lo stabile, diventata in questi ultimi mesi una vera e propria favelas, è stato sigillato. Il suo futuro è già segnato.

Di proprietà della “Soglia Hotel Group Srl”, l’edificio sarà messo all’asta. Quando, eventualmente, ci sarà il passaggio alla nuova proprietà, però, è probabile che il Ferrhotel sarà già stato occupato nuovamente.  Perché lo sgombero odierno è la cartina al tornasole di una città dove il problema dei clochard esiste, nascosto tra i parchi, le case abbandonate, persino le panchine del centro. E per arginarlo – questo lo sanno anche le forze dell’ordine – non bastano i sigilli.