Strage Palagiano, investigatori concentrati su tre piste

Continuano le indagini sull'atroce agguato ai danni di Cosimo Orlando e della sua compagna. Tra le ipotesi spunta quella che l'uomo si sia servito del piccolo per ripararsi dagli spari

carabinieri

PALAGIANO- La strage di Palagiano è una vicenda decisamente complessa che apre almeno a tre filoni investigativi: il primo riguarda i legami presunti di Cosimo Orlando con il mondo della droga, nonostante la misura restrittiva cui era sottoposto: la semilibertà per duplice omicidio.

Proprio in riferimento a questo crimine si apre invece il secondo filone di indagine. I fatti risalgono al 2008. orlando fu accusato e condannato per il duplice omicidio e, l’uomo, aveva già scontato 13 anni di carcere. Gli investigatori non escludono che l’episodio, anche se a distanza di tanti anni, possa c’entrare con la nuova vicenda. La terza ipotesi riguarda invece la compagna di Orlando e, fa associare il movente del triplice omicidio,  all’assassinio di Domenico Petruzzelli, ucciso nel 2011, ex della 30enne e padre del piccolo rimasto coinvolto.

La donna infatti aveva testimoniato nel processo sull’assassino del marito. Processo chiuso con l‘arresto di tre persone. Probabilmente secondo questa terza supposizione, non era Orlando (o comunque non solo lui) il vero obiettivo dei killer. La donna, quindi, potrebbe non essere stata uccisa accidentalmente.

In merito alla non casualità della morte del bimbo, invece, spunta un particolare agghiacciante: secondo alcune indiscrezioni infatti probabilmente orlando, che aveva in braccio il piccolo, si è riparato con il corpicino dagli spari. A portare a questa ipotesi, il fatto che l’uomo, diversamente dalla donna e dal bambino, non è morto subito, ma dopo mezzora circa l’agguato e dopo i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori. La complessità dell’indagine non fa prediligere, almeno per ora, una pista rispetto all’altra.

Continua dunque il lavoro degli inquirenti.