Presunta circonvenzione d’incapace: indagata la nipote di un 88enne

Con l'accusa di circonvenzione di un 88enne di Copertino, è finita nei guai la nipote, un 56enne di Galatone. Ad accusarla la figlia dell'uomo che percepisce una pensione di invalidità di 3000 euro. Soldi che non si sa che fine facciano.

tribunale

COPERTINO- Circonvenzione d’incapace ai danni di uno zio di 88 anni di Copertino. Con quest’accusa è finita nei guai una 56enne di Galatone, denunciata da una coppia di cugini, rispettivamente figlia e genero dell’anziano. L’88enne da tempo non avrebbe più rapporti con la coppia. Da quando, in particolare, la 56enne, figlia di una sorella della presunta vittima, avrebbe iniziato a prendersi cura di lui.

Da quel momento, l’uomo avrebbe iniziato a compiere atti patrimoniali sull’eredità, pregiudizievoli per la figlia. Non solo. L’anziano è un invalido al cento per cento, per via di un incidente che si è verificato in Svizzera nel 1985. Per questo percepisce una pensione di 3mila euro al mese che la figlia, secondo quanto si legge nella querela depositata in Procura, non sa che fine facciano.

La donna si sarebbe anche rivolta al giudice civile, in passato, per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno. Richiesta che però sarebbe stata rigettata pure in appello.

Per questo gli eredi si sono rivolti agli investigatori, per fare luce su quanto stia accadendo. E, nelle scorse ore, la Procura ha nominato un consulente, lo psichiatra Marcello Rollo, che dovrà stabilire, nel giro di 2 mesi, se l’uomo sia realmente vittima di circonvenzione e se sia capace di intendere e di volere.