La strana maggioranza dice “Ni” a Edipower e contraddice il Pd provinciale

Seduta fiume del consiglio Comunale di Brindisi, in aula si è discusso del futuro del polo energetico.

comune brindisi

BRINDISI- Su quattro ordini del giorno presentati dalle opposizioni, tre vengono bocciati. Tanto basta per definire “farsa” il consiglio Comunale monotematico sull’energia che, alla fine dei conti, può vantare in bilancio l’approvazione, con i soli voti di maggioranza, di Pd, Nuovo Centrodestra e affiliati.

Poco, troppo poco per giustificare la lunga attesa. Poco, troppo poco, a leggere quanto votato, per non pensare che Brindisi si ritrovi penalizzata da una maggioranza dagli equilibri troppo labili per approvare senza problemi qualsiasi cosa non sia un debito fuori bilancio.

Tra battibecchi e tensioni, ma anche assenza di vere e proprie motivazioni per scelte prese in un silenzio tombale interrotto soltanto dalle contestazioni di Mauro D’Attis (Forza Italia), Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune) e Roberto Fusco (Sì Democrazia), passano due punti all’ordine del giorno.

Uno, presentato dalle opposizioni, che impegnano “il sindaco, la giunta e i parlamentari della Provincia di Brindisi a chiedere al governo l’emanazione di un decreto legge per i lavoratori delle aziende che svolgono le attività in area Sin di Brindisi per derogare a quanto previsto dalla Legge 214 del 22 dicembre 2011 (la così detta legge Fornero, ndr) in tema di requisiti per il pensionamento, consentendo loro di ottenere il pensionamento con le regole precedenti all’introduzione di tale legge”, e un altro, presentato dalla maggioranza, che impegna il sindaco Consales  “ad avviare le consultazioni con le controparti identificate secondo le linee guida contenute nel presente documento”.

“Tale confronto, nel definire e regolamentare compiutamente i rapporti con tutte le aziende operanti nel territorio brindisino – si legge nel documento – potrà altresì esse utile occasione per l’individuazione di un nuovo strumento di collaborazione tra ente locale ed imprese industriali, definendo la costituzione della “Fondazione Brindisi 2050”, dedicata alle attività di ricerca e sviluppo dell’economia industriale del territorio brindisino”.

Come dire, un’occasione persa. Soprattutto se quanto andato in scena in consiglio viene poi confrontato con il documento prodotto dal direttivo provinciale del Pd che, in molti punti, cozza con quanto, invece, votato dalla maggioranza. Di Nuovo Centrodestra e, appunto, anche Pd.

“La coalizione con Nuovo Centrodestra può produrre questi effetti – ammette il segretario provinciale dei Dem Maurizio Bruno – e continuo a pensare che sia necessaria una verifica politica. Anche e soprattutto alla luce dell’ultimo consiglio Comunale”.