“Lavoriamo tra topi e carcasse di animali, altro che raccolta differenziata”

La denuncia dei lavoratori dell'impianto per la raccolta differenziata dell'Amiu di Taranto. I sindacati: "Via allo stato di agitazione: non bastava l'assenza di igiene, ora anche i ritardi sugli stipendi"

amiu

TARANTO- Amiu, come si sa, sta per azienda igiene urbana. Igiene sì, eppure, quello che vedete, non è certo un simpatico topolino stile Walt Disney, ma è un grosso topo che tenta di scendere dal nastro trasportatore dei rifiuti nell impianto per la raccolta differenziata di Taranto: l’impianto Pasquinelli, di proprietà, appunto, dell’Amiu. “Lavoriamo in condizioni fatiscenti” , denunciano i dipendenti della ditta, diffondendo questo video e, annunciando, anche lo stato di agitazione.

Già, perchè il problema non è solo quello della scarsa, a quanto pare inesistente, igiene, ma la questione è anche occupazionale. Su questo è lo Slai Cobas a rompere il silenzio, con una lettera ai presidenti dell’Amiu e della cooperativa ancora: maggiorare l’organico; assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza e garantire normali condizioni igieniche.

In sintesi, queste sono le richieste avanzate dal sindacato: ” Si punta solo ad aumentare la produttività – attacca –  mentre nulla si fa sul fatto che dai quartieri San Vito e Lama non arriva la differenziata, ma carta e plastica sporche e inutilizzabili, con uno spreco in termini di ritorno economico dal ciclo rifiuti”. Lo confermano i lavoratori: “Dovremmo fare la selezione della raccolta differenziata – spiegano –  in realtà arriva materiale sporco. Senza parlare dei rifiuti speciali che passano sul nastro, tipo cateteri pieni di urina, scarti di medicinali, siringhe piene di sangue, cani, gatti e topi morti ed altre carcasse di animali”.

Lavorano cosi, i dipendenti della Pasquinelli, tra odori nauseabondi e assenza di igiene. Già nel 2011  il capannone fu sequestrato  dalla Guardia di finanza, proprio per le precarie condizioni igieniche e per ragioni di sicurezza. Sul caso Amiu , si pronuncia anche la uil: “È ora che l azienda apra un confronto con i sindacati – afferma Carmelo Sassi, segretario Uil trasporti Taranto – e che lo faccia prima che sia troppo tardi”.