Consiglio energia, i diktat delle opposizioni. Il Pd provinciale ribadisce il No alla Tap

Ore frenetiche in vista del consiglio monotematico sull'energia di lunedì. Le opposizioni fanno quadrato e producono un documento unitario. Mentre il Pd Provinciale conferma il suo No a Tap e Edipower.

centrale edipower

BRINDISI- Centrodestra e ambientalisti uniti in vista del consiglio Comunale monotematico sull’energia in programma per lunedì, come unitario e il documento da presentare in assise che abbraccia, in alcuni punti fondamentali, le questioni più dibattute sul futuro del polo energetico. Dall’area Sin, ad Edipower, passando per la metanizzazione della centrale Enel di sino alle bonifiche.
Un passo importante perché i vari gruppi e i vari partiti, con Forza Italia e Movimento Regione Salento che, per dire, abbracciano idealmente i dettami di Brindisi Bene Comune e Sì Democrazia, si apprestano a presentarsi compatti di fronte alla maggioranza guidata dal sindaco Mimmo Consales.

Sono due i documenti elaborati dai consiglieri di minoranza. Nel primo, si chiede al consiglio Comunale di «confermare la volontà di aderire alle scelte contenute nel documento programmatico preliminare del nuovo Pug in corso di redazione che prevede la delocalizzazione del sito produttivo energetico ex-Edipower da Brindisi nord con conseguente bonifica del sito». Ma anche, motivo di scontro con la maggioranza, di dire NO al «progetto proposto dalla società Edipower presentato al Ministero dell’Ambiente e relativo alla co-combustione di carbone e Css combustibile presso la centrale termoelettrica di Brindisi Nord».

Nel secondo documento, invece, le opposizioni affrontano la questione Cerano, confermando la posizione già assunta, a vario titolo, nei mesi scorsi.

«Chiediamo – si legge – il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale per la centrale Enel Federico II al fine di raggiungere una significativa diminuzione della produzione di inquinanti, polveri comprese, immessi in atmosfera, acqua e suolo, attraverso la drastica riduzione del consumo del carbone, l’introduzione di nuove tecnologie, un cronoprogramma per la conversione della centrale a gas e la valutazione del danno sanitario che Arpa e Ares stanno elaborando».

E proprio su Enel ed Edipower, anche il direttivo provinciale del P ha bissato la convinzione che, se per Edipower dovrà essere chiusura, per Cerano si debba, invece, proseguire lungo l’attività di investimenti in materia di ambientalizzazione della produzione.

Il Partito Democratico, inoltre, ha ribadito il suo No alla Tap nel territorio adriatico, ” in quanto quell’impianto è incompatibile il già sofferente territorio riconosciuto per decreto come area ad elevato rischio di incidente rilevante”, Chissà cosa ne penserà Sergio Blasi…