Lupiae, l’allarme delle opposizioni e l’appello di Monosi: “Lavoriamo insieme al piano industriale”

A Palazzo Carafa una lunga mattinata dedicata al caso Lupiae. Invito all'opposizione a dare il suo apporto per il piano industriale. Pronti 500 mila euro dal Comune, più centomila di risparmio sul direttore, 250 mila dalla migliore gestione del personale.

Attilio Monosi

LECCE- La vicenda Lupiae servizi è tornata in commissione Bilancio dove le opposizioni hanno manifestato tutte le loro perplessità per una quantità enorme di risorse che vengono assorbite ogni anno, senza vedere la luce in fondo al tunnel.  “Ci sono i 6 milioni e 631mila euro di debito di cui 5,7 esigibili nell’attuale esercizio”- tuona Torricelli, che ha chiesto con insistenza il coinvolgimento dell’opposizione nella progettazione del  piano industriale.

Invito raccolto dall’assessore Monosi, che apre a tutte le persone competenti che vogliano dare un apporto su una vicenda che ha radici antiche e che l’attuale amministrazione sta tentando di risanare. Il presidente dei revisori comunali, Fabrizio Quarta, ha chiarito che parlare di ricapitalizzazione della società senza un piano industriale non ha senso. Poi, il capo dei revisori comunali ha tirato le orecchie alla stampa, “perché quando si parla di un buco di 6 milioni di euro di debito, bisognerebbe ricordare che il patrimonio della Lupiae copre agevolmente quella cifra, senza fare allarmismo”.

L’opposizione non ci crede molto ma la presidente Tatiana Turi conferma. In chiusura, Monosi e Perrone hanno voluto fare un bilancio in conferenza: “Siamo moderatamente ottimisti – hanno detto. 286 famiglie potranno stare tranquille, nonostante le riduzioni dei trasferimenti”.

Ci sono ancora troppi amministrativi, che però potrebbero essere spostati con accordi sindacali. L’amministrazione ha chiarito che si è proceduto al taglio del direttore, con conseguente risparmio di 100 mila euro: il comune, inoltre trasferirà 500 mila euro e promette di ricavare altre 250 mila dalla migliore gestione del personale.  Per progettare un futuro sicuro, invece, bisognerà sedersi attorno a un tavolo con l’opposizione e redigere il piano industriale.