Il vaccino antitetanico è gratis. Ma non ovunque

In alcune Asl è gratis in altre, invece, a pagamento. Caos sul vaccino antitetanico in provincia di Brindisi dove, in alcuni centri, viene richiesto un pagamento forse non dovuto.

vaccino

BRINDISI- Un vaccino obbligatorio per alcune categorie, come ad esempio i braccianti agricoli. Che, per legge, dovrebbe essere gratuito. E che, invece, non sempre gratuito sarebbe visto che, in alcuni centri Asl della Provincia di Brindisi, alcuni utenti si sono visti richiedere la corresponsione di circa 20 euro.

Non una cifra esorbitante, sia chiaro. Ma per chi richiede allo sportello ciò che per , per legge, non si dovrebbe pagare, ha contattato prima il candidato sindaco del Pd Maurizio Bruno che poi, segnalando l’anomalia alla nostra redazione, ha chiesto lumi su una normativa che, pur prevedendo alcune eccezioni, sembrerebbe essere abbastanza chiara.

Il vaccino in questione è quello antitetanico, obbligatorio per tutti gli sportivi affiliati al CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici, gli stradini, i minatori, gli sterratori e via dicendo.

Nel caso di specie, parliamo proprio di alcuni braccianti che in alcune sedi Asl della Provincia Adriatica, come ad esempio Francavilla Fontana o Ceglie Messapica, si sono visti richiedere il pagamento.

“Ma come, non era gratuito oltre che obbligatorio?” Sembrerebbe proprio di sì e, in altre Asl cittadine, come ad esempio quella di Villa Castelli, non viene chiesto alcun pagamento.  Abbiamo chiesto informazioni a Carlo Leo, Responsabile servizio igiene pubblica della Asl Brindisina che, in effetti, conferma la tesi.

“Il vaccino rientra nella prevenzione, è obbligatorio ed è pertanto gratuito per chiunque ne faccia richiesta. Occorre però precisare – spiega Leo – che se a richiedere il vaccino non è il singolo lavoratore ma l’azienda o la società per cui lo stesso lavora, allora è prevista una corresponsione”.

Chi ci ha segnalato il caso, però, assicura come il pagamento del’antitetanica sia stato comunque richiesto anche al singolo lavoratore, chiamato al versamento di quello che, a questo punto, appare come un obolo volontario in virtù di un rrapporto lavorativo già esistente. Un obolo che, però, non avrebbe ragion d’essere.

“Il principio primario e supremo della vaccinazione è quello di tutelare gli interessi dell’utenza e quindi della comunità – ci spiega ancora De Leo che, nel ringraziarci per la segnalazione assicura come “se ci sono state delle mancanze, risolveremo la faccenda”.

Insomma, il vaccino è gratis. A Francavilla come gratis deve essere a Ceglie, a Oria e Villa Castelli, a Brindisi, a Lecce e pure a Taranto.