Freno agli acquisti, congelati i lavori di messa a norma degli ospedali

Congelati i lavori di adeguamento antincendio negli ospedali leccesi. Stoppati anche gli acquisti di nuovi macchinari nella Asl. Sono gli effetti delle disposizioni regionali.

sanità

LECCE- I primi ad essere messi in stand by sono i lavori di messa a norma antincendio degli ospedali leccesi, tutti sprovvisti, si sa, dell’apposito certificato. Congelati i 600mila euro di fondi propri che la Asl avrebbe dovuto spendere per questo. È il primo effetto, di certo il più dirompente, della delibera emanata dalla giunta regionale lo scorso 30 dicembre e che, approvando il Dief della sanità pugliese, tira il freno a mano agli acquisti di tutte le Asl, in applicazione della normativa nazionale.

È stato stabilito, infatti, che per il prossimo biennio gli acquisti di attrezzature ammortizzabili in più esercizi così come i lavori di manutenzione straordinaria non possano più essere pagati con spese correnti che gravano sul bilancio delle aziende, ma devono essere oggetto di specifico finanziamento da parte della Regione. Non solo. Tutti i nuovi esborsi, comunque, non potranno superare la metà della spesa del 2012.

Apriti cielo. In questi giorni si lavora freneticamente alla ricognizione delle somme impegnate due anni fa e alla riprogrammazione degli acquisti, per capire quali siano differibili e quali indispensabili. Questa scaletta di priorità avrebbe dovuto essere già consegnata a Bari, ma il termine di 15 giorni dato dalla Regione è stato, evidentemente, troppo breve.

Al lavoro ci sono ora l’Area patrimonio e l’Ufficio tecnico della Asl. L’elenco degli acquisti per il momento stoppati e in attesa di rinvio è lungo. Di mezzo c’è pure la messa a norma delle strutture trasfusionali. Solo dopo aver passato in rassegna tutti gli interventi ai nastri di partenza si deciderà come procedere. La Regione è stata chiara: tutti gli acquisti già tradotti in contratto andranno avanti; tutti quelli che sono stati formalizzati in delibera ma non in contratto sono stoppati e per questi è necessario chiedere entro 15 giorni l’autorizzazione a Bari, così come per tutti gli investimenti non ancora deliberati ma necessari per garantire i livelli assistenza.

Spetterà poi alla Regione verificare la possibilità di erogare fondi propri e finanziare specifici interventi. Solo ciò che, invece, è indifferibile e urgente può essere attivabile dai direttori generali previa semplice comunicazione alla Regione. Quanto sarà destinato ad essere stralciato e quanto, invece, sarà solo rimandato è ciò che si sta cercando di sapere in queste ore.