Corruzione: in manette il leccese Ettore Filippi Filippi

E' finito ai domiciliari il leccese Ettore Filippi Filippi, ex poliziotto ed ex vicesindaco del comune di Pavia. Insieme ad un imprenditore lombardo è accusato di corruzione. Secondo l'accusa avrebbe intascato una serie di tangenti per appalti e modifiche al piano regolatore.

filippi

PAVIA- È leccese Ettore Filippi Filippi, 71 anni, ex vice sindaco di Pavia ed ex poliziotto arrestato dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Pavia con l’accusa di corruzione. Ai domiciliari è finito anche l’imprenditore edile Ciro Manna, 38 anni. Gli arresti sono il risultato della prosecuzione dell’indagine «Punta est», che già ha portato nel 2012 al sequestro di un cantiere di 9 mila metri quadrati del valore di circa 3 milioni di euro, e all’emissione di misure cautelari e interdittive nei confronti di un professore dell’Università di Pavia, un imprenditore pavese e un dirigente del settore Ambiente e territorio del Comune di Pavia.

Si trattava della trasformazione di un’area destinata a servizi universitari poi diventata, grazie ad una falsa convenzione con l’ateneo pavese , disponibile alla vendita al libero mercato. La procura ha iniziato le indagini su Punta Est nel 2011. Abitazioni di lusso al posto di quelle che dovevano essere residenze universitarie, come previsto dal Piano regolatore che per l’area di via Baldo degli Ubaldi prevedeva “servizi universitari”.

Secondo le indagini che hanno portato alle ordinanze di custodia cautelare Filippi avrebbe incassato circa 200 mila euro, di cui 60 mila quando era parte della giunta e 130 mila in seguito, fino al 2013, grazie alla sua influenza politica. La Finanza ha trovato false fatture per prestazioni pubblicitarie relative a società che facevano capo a Filippi, figura molto nota e influente nella politica pavese. Un giro di tangenti legato a concessioni, appalti e sanatorie edilizie: un connubio criminale, sostengono gli inquirenti, che univa istituzioni e imprenditoria del comune lombardo.

Capo della squadra mobile di Pavia e poi della squadra volante di Milano, Ettore Filippi Filippi raggiunse la sua notorietà quando, grazie ad un pentito, insieme agli uomini dell’antiterrorismo catturò l’ex «primula rossa» delle Br, Mario Moretti. Un episodio che gli fece far carriera: andò a Palermo con l’allora prefetto Dalla Chiesa. Fu poi accusato di favori al clan Epaminonda. Ne uscì assolto definitivamente dopo una battaglia nelle aule dei tribunali.

Poi il suo ingresso in politica con l’allora Psi come assessore della giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Albergati. Successivamente divenne vicesindaco con il primo cittadino Piera Capitelli del Pd. Nel 2009 le sue dimissioni, e quelle di un gruppo di consiglieri del Pd a lui fedeli, fecero cadere la giunta Capitelli. Ettore Filippi passò al centro destra e con una lista civica «Rinnovare Pavia» sostenne l’elezione di Alessandro Cattaneo, attuale primo cittadino di Pavia e candidato alla rielezione alle prossime amministrative di maggio da parte dell’area di centro destra. Attualmente Filippi fa parte del consiglio d’amministrazione del San Matteo, il policlinico di Pavia