Aggressione D’Amore, denunciato a piede libero il violento creditore

Sarebbe stata la rabbia per un presunto lavoro mai pagato a originare l'aggressione ai danni del presidente di Confesercenti Toni D'Amore. Denunciato un 36enne, si cerca un secondo uomo. Investigatori al lavoro per accertare dinamica e movente.

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BRINDISI- E’ un 36enne brindisino già noto alle forze dell’ordine e, come avrebbe raccontato ai poliziotti, esasperato per il mancato pagamento di un debito, l’uomo denunciato a piede libero per violenza e lesioni per l’aggressione di martedì ai danni di Tony D’Amore, il presidente della sezione brindisina di Confesercenti.
Secondo quanto appreso, il 36enne, in compagnia di un collega, si sarebbe presentato alla sede di Confesercenti chiedendo di parlare direttamente con il suo presidente.

Una volta raggiunto D’Amore, i due avrebbero quindi avanzato il saldo di un pagamento da loro contratto con una società fornitrice di Confesercenti che, nel periodo natalizio, aveva proceduto all’installazione delle capannine del tradizionale mercatino festivo in centro. D’Amore, per tutta risposta, avrebbe sottolineato come il pagamento spettasse alla ditta e non a Confesercenti.

Mentre i due, dopo aver “precisato” come la stessa ditta avanzasse, invece, il saldo di una fattura proprio dalla associazione, incolpando la stessa della pendenza del credito vantato, sarebbero passati dalle parole ai fatti, aggredendo il presidente finito poi in ospedale, già lasciato nella serata di martedì, con una prognosi di 30 giorni per una serie di fratture alle costole, 12 giorni per la lesione ad una gamba e 20 per il trauma cranico.

Secondo quanto raccontato da D’Amore agli investigatori, si sarebbe trattato di un tentativo di rapina perpetrato da due perfetti sconosciuti. Poi, è stato lo stesso D’Amore a identificare, tramite foto segnaletiche fornite dagli investigatori coordinati dal vicequestore Alberto D’Alessandro, uno dei suoi presunti creditori. 

Probabile che ad aiutagli gli uomini delle volanti siano state le immagini di videosorveglianza riprese dalle telecamere installate nei pressi del luogo del misfatto. Ed è su quelle, ora, che si sono focalizzate le attenzioni degli investigatori della questura, chiamati a identificare il secondo uomo e anche a stabilire con esattezza il movente e l’esatta dinamica di quanto accaduto. Che più che una rapina, sembrerebbe essere stato un violento tentativo di riscossione di un credito non ancora ben identificato.