De Franco sogna il fantasma di Elio Galiano: “Vi dico chi è il suo vero assassino”

Il nome del vero assassino di Elio Galiano in un libro scritto dal segretario del Mab Antonio De Franco. “Me l'ha detto il suo fantasma”.

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BRINDISI- Nel 1969, raccontò Paul Mccartney qualche anno dopo, il fantasma di sua madre Mary apparso in sogno Ispirò, poi, il testo della hit Let it Be. Oltre 40 anni dopo, ancora un fantasma, ancora nel sogno, apparirà ad Antonio De Franco, sindacalista, ragioniere e scrittore Francavillese, ispirando il Pamphlet “Lettere ad Alessandro Rodia”.

Il fantasma è quello di Elio Galiano, morto a 17 anni nel 1925 ucciso da un proiettile. Per quell’omicidio, fu condannato e incolpato, dopo estenuanti interrogatori di amici e testimoni, Costantino Gargaro, “ritenuto colpevole dell’imboscata”. Solo dopo la sua morte avvenuta in una cella dell’Asinara il 15 febbraio 1935, il ministero del Tesoro, su istanza della vedova Maria Fontana Principale, riconosce il 19 ottobre 1960, il diritto all’assegno vitalizio di benemerenza a favore dei perseguitati politici antifascisti.

Galiano apparirà, come detto, in sogno a De Franco svelando il nome del vero omicida finito poi nel libricino dalla copertina verde che riporta, già nel titolo, il destinatario di quelle lettere scritte dal segretario del Mab sotto dettatura. Alessandro Rodia, infatti, è l’autore di “Vite Spezzate”,opera che ha ricostruito la storia su documenti e atti del processo.

Il vero assassino, svelato a De Franco dal fantasma, era il fratello di una fidanzata “sedotta, rimasta incinta e rifiutata da Elio Galiano”.  Ed è lo stesso De Franco, cui il fantasma di Galiano è apparso durante una notte a Milano, a raccontarci la genesi delle lettere.

La domenica in cui Galiano fu ucciso, un gruppo di giovani avanguardisti stavano, poco dopo le 21.15, percorrendo via Manzoni, quasi deserta. Lì, uno sconosciuto nascondendosi dietro la “Croce Santa” esplose sei, sette colpi contro il gruppetto. Un proiettile colpì il 17enne Elio Galiano, che cadde per terra gravemente ferito. Morì il giorno dopo “tra le braccia e la disperazione straziante della mamma Irene”.

Il nome di quello sconosciuto è stata ora “svelato”, grazia alla comparsa del fantasma di Elio e al pamphlet di De Franco, distribuito dalla libreria Francavillese.

Mentre è quantomeno singolare che lì, tra via Manzoni e via Pisacane, dove la tragedia si consumò, sia apparso qualche giorno fa sulla parete il volto di Elio Galiano, tratteggiato con dell’inchiostro nero con a fianco la scritta “Elio vive”. Sotto, un fascio stilizzato, firma dell’ignoto autore. Ennesimo punto interrogativo per una delle pagine più misteriose della cronaca e della storia della Città degli Imperiali

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