Crolli sulla costa adriatica, slitta l’ispezione per rimodulare l’ordinanza

L'equipe di esperti per rimodulare l'ordinanza che inibisce diversi punti della costa adriatica non è ancora pronta: slitta tutto al weekend. Intanto, gli esperti dell'Unisalento si dicono disponibili a collaborare. Domani il tavolo in provincia.

san foca

MELENDUGNO- Slitta al fine settimana il controllo richiesto dal sindaco Marco Potì per ritoccare l’ordinanza emessa dalla Guardia Costiera, che interdice alla balneazione e a tutte le altre attività molte zone della costa adriatica. Il primo cittadino di Melendugno avrebbe voluto fare presto, perché la bella stagione sta per arrivare, ma si è dovuto scontrare con la dura realtà: è difficile mettere su, in 24 ore, una squadra di esperti in grado di fare valutazioni scientifiche su un lungo tratto di costa, che va da San Basilio fino a Torre Sant’Andrea.

Innanzitutto, gli esperti devono essere pagati e non sono a disposizione con uno schiocco di dita. Nell’incontro con la Guardia Costiera, il sindaco è riuscito a ottenere l’impegno di una rimodulazione del provvedimento di pubblica sicurezza, ma per farlo sono necessari pareri e consulenze scientifiche, che certifichino che in alcuni punti non è necessario mantenere in piedi i divieti. In queste ore, l’amministrazione Potì è a lavoro per la costituzione dell’equipe: è stato chiesto anche il supporto dell’Autorità di bacino, ma come si sa la burocrazia ha i suoi tempi.

Il Comune di Melendugno chiederà la disponibilità del professor Roberto Tomasicchio dell’Università del Salento, ingegnere costiero, che domani presenzierà al tavolo provinciale. “L’ordinanza andava fatta, ma bisognerebbe fare un’indagine geofisica sullo stato di salute della falesia, perché solo così si potrebbe capire veramente dov’è il pericolo” – spiegano gli esperti dell’università. Però, proprio dall’Università i professori interpellati sono critici con una certo pressappochismo di alcuni amministratori locali e stigmatizzano anche l’intervento di Vito Vergine del Sib, che aveva criticato il rischio di disperdere soldi in progetti e consulenze costose.

“Il problema dell’erosione costiera non c’entra con il piano comunale delle coste, che è un piano urbanistico che fa parte del pug – chiosano dal’università – Il crollo della falesia è un problema di rischio idrogeologico e, quindi, il ministero riserva dei fondi ad hoc per questo”. In altre parole, gli esperti sottolineano che i soldi per una programmazione e un intervento strutturale non sarebbero un problema, se le amministrazioni locali sapessero come muoversi.

Insomma, c’è molta confusione sull’argomento: il tavolo convocato dalla provincia dovrebbe fare un po’ di ordine e programmare un’azione unitaria e incisiva. Intanto, Potì fa sapere che, sulla base dell’incontro con con il Comandante Miriello, le spiagge e gli stabilimenti sono esentati dall’ordinanza.  

)