“Sopravvivere non basta”, la donazione organi in convegno a Palazzo Nervegna

Nella settimana del rene, importante convegno a Brindisi promosso dal reparto nefrologia e dialisi del Perrino sul tema della donazione degli organi. Presente anche Reginald Green, papà del piccolo Nicholas ucciso nel 1994 sulla Salerno - Reggio Calabria.

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BRINDISI- Non basta sopravvivere. E parlare della donazione degli organi, della sua importanza , della necessità di soddisfare le richieste e di quanto sia bello aiutare qualcuno non è mai abbastanza. Non basta sopravvivere e, ovviamente, non basta parlarne o promuovere l’argomento. Serve appunto che dall’altra parte ci sia ascolto, condivisione e unità di intenti. Di questo e di altro si è parlato in un convegno promosso dal reparto nefrologia e dialisi del Perrino di Brindisi e organizzato dalla Motus Animi. Focus, nella settimana in cui ricorre la giornata mondiale del rene, sulla donazione specifica del delicato organo.
A 60anni dal primo trapianto, questo deve far riflettere, non è ancora possibile garantire un rene a chiunque sia in lista d’attesa. Per questo, è importante promuovere la donazione, ma la sua cultura. Per vivere davvero e non sopravvivere

In un contesto così ampio e autorevole, il convegno rappresenta per il territorio brindisino una premiere importante. Come importante è promuovere la cultura della donazione anche e soprattutto tra i giovani. Far capire loro, magari, il ruolo fondamentale di chi, ancora non vincolato da pregiudizi o paure, può fornire incredibile contributo.

Non può che commuovere, in tal senso, la presenza di Reginald Green, papà di Nicholas, il bambino ucciso nel 1994 nel corso di una rapina sulla Salerno – Reggio Calabria. Vittima innocente, i cui organi donati permisero, questa la lezione, di vivere a sette pazienti italiani. Appunto, vivere. Non sopravvivere.