Parlamentarie col “trucco”, 25 imputati a giudizio diretto

Inizierà il prossimo settembre il processo a carico dei 25 imputati nell'inchiesta sulle Parlamentarie di Sinistra Ecologia e Libertà. Su 30 indagati, 5 archiviazioni. Per tutti gli altri, citazione a giudizio diretta.

tribunale

BRINDISI- Parlamentarie col “trucco” in casa Sinistra Ecologia e Libertà, dei 30 indagati per cui il Pubblico ministero Nicolangelo Ghizzardi aveva formulato richiesta rinvio a giudizio a margine della conclusione degli indagati, sono 5 le archiviazioni e ben 25, invece, gli imputati per i quali lo stesso Ghizzardi ha firmato i decreti di citazione diretta a giudizio.
L’inchiesta riguarda le votazioni primarie del gennaio 2012 in provincia di Brindisi, quando gli elettori di Pd (partito estraneo all’indagine condotta dagli uomini della Digos) e Sel furono chiamati, nello stesso giorno, ad esprimere la loro preferenza su chi, tra i candidati, sarebbe poi stato inserito nelle liste per il parlamento. L’accusa, per tutti gli imputati, è di falso in scrittura privata.
Un’ipotesi di reato nata proprio dalla denuncia di Francesco Colizzi, candidato alle primarie per il parlamento con Sinistra Ecologia e Libertà.

Il medico ostunese, aveva rilevato e annotato numerose anomalie nei risultati delle parlamentarie, almeno se confrontati con il numero dei partecipanti. Anomalie, poi, che hanno trovato riscontri, sembrerebbe, anche in alcuni filmati, fonte anonima ma forniti agli investigatori da Colizzi, registrati durante le operazioni di voto e scrutinio. Non è un caso che tutti gli indagati siano scrutatori o comunque militanti dei Comuni di Torre S. Susanna, Erchie, Torchiarolo, Mesagne, Carovigno e San Vito dei Normanni, raggiunti lo scorso gennaio dagli agenti della Digos cui è spettato il compito di notificare l’informazione.

Si tratta di una vera e propria bufera che rappresenta anche una prima volta assoluta. Le primarie, poi vinte in provincia di Brindisi da Toni Matarrelli, ora deputato, non sono certo elezioni regolamentate da leggi, ma solo da regolamenti interni. Anche, considerando la posta in gioco, ovvero una candidatura da “listino bloccato” in parlamento, buon senso, eticità e moralità.

Valori che, forse, mal si coniugano con interessi notevoli. Che ruotano attorno ai candidati e ai vari supporter. Colizzi, comunque vadano le cose, ha lanciato un segnale. Lo ha fatto anche Ghizzardi, con l’apertura dell’inchiesta prima e con le citazioni dirette a giudizio dopo.  L’avvio del processo è fissato per il 16 settembre prossimo dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Brindisi.