Depuratore spento dal giudice, rischio tilt

Dopo il sequestro, il tribunale di Taranto revoca anche la facoltà d'uso al depuratore di Lizzano. Rischio tilt. L'Aqp deve immediatamente correre ai ripari.

depuratore-Lizzano

LIZZANO- Dopo il sequestro del 18 febbraio scorso, è stata ritirata la facoltà d’uso per il depuratore di Lizzano, che serve anche i comuni di Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe. Una decisione eclatante quella del gip del Tribunale di Taranto, Vilma Gilli. Pura Depurazioni, società controllata da Aqp, non avrebbe, infatti, adeguato l’impianto, che scarica nel canale Ostone, dopo i sigilli apposti dal Noe di Lecce.

Il provvedimento cautelare supportato anche da analisi e campionamenti aveva accertato il superamento dei parametri di inquinamento tabellari previsti dalla normativa. I sigilli erano stati apposti per la necessità di impedire che dal canale giungessero in mare sostanze atte ad arrecare molestie alle persone con formazione di schiuma e chiazze colorate che contengono un’elevata concentrazione di organismi batterici pericolosi per la salute. È il motivo per cui alla Pura depurazione è stato contestato il reato di getto pericoloso di cose.

Nel frattempo, però, la società di Aqp non ha provveduto all’adeguamento. Ora è rischio caos. Nelle ultime ore, modificando il proprio provvedimento di revoca della facoltà d’uso, il gip ha autorizzato la rimozione dei sigilli per tre giorni al fine di consentire ad AQP di presentare un programma di intervento per rimuovere le criticità dell’impianto .