Costa a rischio crollo, Potì: “Ordinanza generica. Non sono tutti punti pericolosa”

"L'ordinanza della capitaneria di porto è troppo generica. Non tutta la costa è a rischio crollo". Il sindaco di Melendugno Marco Potì invita alla calma ed alla concertazione.

Marco-Poti

MELENDUGNO- L’allarme sull’erosione della costa adriatica e sui rischi crolli nella falesia non sta facendo dormire sogni tranquilli a molti: i titolari degli stabilimenti balneari che si affacciano sul litorale interessato con i propri rappresentanti, gli amministratori, e perchè non gli stessi residenti e bagnanti si chiedono cosa ne sarà della stagione estiva ormai alle porte. 

Da Otranto sino a Torre Specchia lo specchio d’acqua ad una distanza di 50 metri dalla riva è interdetto: con la sua ordinanza la Capitaneria di Porto ha inibito la navigazione , l’ancoraggio di tutte le unità navali in genere, la balneazione, la pesca professionale e/o sportiva con qualunque tecnica, l’espletamento di qualsiasi attività subacquea e di superficie connessa agli usi del mare”. L’ordinanza resterà in vigore fino a quando non sarà messo tutto in sicurezza.

E allora dopo anni di ritardi arriva il momento delle decisioni drastiche. Troppo drastiche secondo il sindaco di Melendugno Marco Potì, sotto la cui giurisdizione ricade gran parte del litorale interessato, da Sant’Andrea sino a San Foca: ci sono punti pericolosi ed altri no, non si può fare di tutta l’erma un fascio, e il sindaco Potì invita tutti alla calma e alla concertazione.

La settimana che si apre sarà fondamentale e decisiva. In Regione, lunedì, i tecnici e l’assessore al ramo si riuniranno per esaminare la situazione: poi, ci sarà l’incontro con gli enti locali e le associazioni. Il rischio di un grave danno al turismo salentino è sempre più reale. Ferderbalneari, per bocca di Mauro Della Valle minaccia esposti in procura per disastro ambientale contro quegli enti che in questi anni non sono intervenuti, pur essendo in piedi da 2 anni uno studio dell’Università del Salento per la gestione degli interventi e dal 2009 le linee guida per le coste.  E non è finita qui perchè  presto l’ordinanza potrebbe allargarsi e coinvolgere il litorale di Ugento, Salve, le marine leccesi.