Universo Donna, MRS: “Niente mimose…Ciò che conta è il rispetto”

Tante tematiche, tanti problemi attorno alla vita del gentil sesso. In occasione dell'8 marzo, il Coordinamento femminile del Movimento Regione Salento ha organizzato un dibattito sul tema "Pari opportunità nelle professioni e nel sociale: Universo Donna".

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LECCE-  No una semplice mimosa, bensì una ROSA rosa, perché emblematica della figura della donna. E’ questo il fiore scelto dal  Coordinamento Femminile del Movimento Regione Salento in occasione  della Festa della Donna. “Il nostro Movimento cerca di riconoscere il valore e la considerazione della donna ogni giorno- e non soltanto per la ricorrenza dell’8 Marzo –  anche in un’ottica di continuità con i progetti realizzati di recente,  quali  la campagna di sensibilizzazione “La donna non si tocca neanche con un dito” perché, proprio come recita lo slogan che abbiamo scelto: “…..Ciò che conta davvero è il rispetto !”, afferma la vice coordinatrice del Movimento femminile Iaia Capuzzello.

Un rispetto cercato e ribadito anche oggi presso la Sala Convegni “Teatrino” ex Convitto Palmieri, nell’incontro dibattito sul tema “PARI OPPORTUNITA’ NELLE PROFESSIONI E NEL SOCIALE: UNIVERSO DONNA”.

La volontà sottesa all’evento è stata quella di rendere omaggio alla donna nella sua interezza, valutandone le mille sfaccettature e le condizioni culturali attuali, in ragione dei principi giuridici di uguaglianza, di pari opportunità e di pari dignità.

Il dibattito è stato animato dai racconti del vissuto – personale e professionale – di donne che si sono contraddistinte e si distinguono ogni giorno per l’alta professionalità e competenza ma, soprattutto, per il loro spessore umano e per la loro sensibilità.

Così dopo i saluti del Vice Sindaco Avv. Carmen Tessitore, la vice presidente della provincia di Lecce Simona Manca e il Presidente MRS  Paolo Pagliaro, il convegno ha dato inizio alle “danze”. Tra gli interventi quello della scrittrice Vittoria Coppola, autrice del libero “Gli occhi di mia figlia”. Presente anche la dott.ssa Antonia Cairo, Presidente Centro Antiviolenza “Il Melograno” che ogni giorno accoglie e aiuta donne vittime di violenza. Ma non solo.

Il genere femminile viene ferito e  calpestato anche da un punto di vista psicologico. Tema approfondito dalla stessa Rossella Fanelli, Responsabile del servizio di Psicologia clinica e Psicoterapia dell’Istituto Santa Chiara che si è resa protagonista, durante il convegno, di una staffetta con l’ingegnere e ricercatrice universitaria Antonella Longo. L’esperta ha infatti parlato del ruolo della donna nell’ambito professionale, di come il gentil sesso sia riuscito a sbarcare in ambienti lavorativi un tempo solo occupati da uomini.

Le donne sono forti, riescono a raggiungere ogni traguardo, a lottare, ad asciugarsi le lacrime e ricominciare con un sorriso. Sulle donne si può contare, loro ci sono sempre anche quando un male più forte tende a sopraffarle. Stiamo parlando dei tumori, del cancro al seno e di tante altre malattie che purtroppo spesso subentrano nella loro vita, in qualsiasi modo e tempo. Non c’è età per soffrire e per prendere consapevolezza di sè e cercare di combattere fino all’ultimo respiro. E purtroppo ci sono davvero tanti casi, come anche spiegato dall’oncologa Graziana Ronzino.

Da non dimenticare anche le donne diversamente abili che magari si ritrovano sulla sedie a rotelle o con qualche altro problema fisico che magari impedisce loro di poter condurre una vita normale come altre coetanee. Sono le donne dell’anello più debole della società, quelle donne che a causa del loro problema a volte vengono discriminate da ambienti lavorativi e professionali. Ma non dimentichiamo che loro hanno un cuore, un’anima e la forza di poter contribuire nel loro piccolo o magari forse più degli altri. E poi ci sono anche le mamme coraggio, come la stessa Donatella Zezza, Imprenditrice nel settore edile, Vice Presidente dell’Ass.ne “I Colori del Vento” di Ruffano che nel convegno ha portato la sua bellissima testimonianza di madre di un bambino diversamente abile e di come sia difficile al giorno d’oggi riuscire a integrarsi nella società.

“Bisogna consentire alle donne con disabilità di partecipare nella società in condizioni reali ed effettive, di parità e tale sfida si può vincere soltanto includendo il tema della disabilità in tutti i programmi e le politiche sociali di uno Stato di diritto, di un governo elaborando così misure di azione positiva volte a garantire i diritti delle donne-afferma Ada Alibrando coordinatrice del Coord. Femminile MRS- Per essere concreti: sarebbe opportuno portare avanti un’attività giuridica per contrastare la violenza strutturale contro le donne disabili utilizzando strumenti come corsi di formazione, campagne e iniziative di sensibilizzazioni e formazione. Tutto ciò per evitare ed eliminare pregiudizi e stereotipi. Al fine di comprendere l’importanza di sviluppare una cultura della differenza e della diversità, emblema di rispetto dei diritti umani fondamentali”

Tante tematiche, tanti problemi attorno alla vita del gentil sesso e un breve momento interpretato dall’attrice e regista di teatro  Rosaria Ricchiuto. Quello al Convitto Palmieri è stato un incontro  in cui si è resi partecipi tutti i presenti di uno  spaccato di vita delle donne che ogni giorno lottano per il riconoscimento dei diritti umani fondamentali, per la tutela della salute fisica e psichica, per il rispetto delle diversità e per contrastare ogni forma di violenza e sopruso.

“Le donne sono politici per eccellenza: sono loro che badano alla famiglia, portano avanti la casa e sono ottimi amministratori – ha affermato il Presidente Pagliaro– Doti e capacita’ che fanno delle donne prima di tutto delle ottime persone. Ecco, l’8 marzo e’ senza dubbio una festa commerciale, ma utile per ringraziarvi di essere cosi’ speciali anche in un mondo che spesso non vi merita. Speciali quando subite violenze e qualcuno vi strappa i sogni, speciali quando i vostri diritti passano in secondo piano rispetto a uomini deboli e miserabili. Questo e’ stato un anno delicato, quello del “femminicidio”, un fenomeno a cui non riusciamo ancora a rispondere. Credo che il problema vada affrontato alla radice, partendo da un programma educativo serio da realizzare anche nelle scuole. Bisogna offrire un nuovo modello ai giovani, che insegua il rispetto per il prossimo e la cura dei più deboli”.

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