TARANTO E LE CORRENTI SEDUTTIVE

Segno Urbano

Correnti Seduttive è un «approccio artistico sull’attuale situazione di Taranto». È un progetto che lega Taranto e Berlino e che affronta la dicotomia bellezza-pericolo nella città bimare. «È proprio tale dicotomia che rende Taranto un luogo speciale». Lo spiegava Alessandra Eramo, artista di origini tarantine, che è l’ideatrice e la curatrice di Correnti Seduttive. Parliamo, quindi, di arte sonora, di un modo differente di ascoltare e di vedere la città.

Nell’autunno del 2013, cinque artisti berlinesi – Alessandra Eramo, Peter Cusack, Wendelin Büchler, Steffi Weismann e George Klein – hanno ricostruito in tre settimane di permanenza in riva allo Ionio «un’antropologia sonora di Taranto». Da quella esperienza – voluta dal Comune di Taranto e del Goethe-Institut – è nata la mostra esposta a Palazzo Galeota in città vecchia a Taranto da sabato 1 a martedì 4 marzo. Due opere, invece, era possibile osservarle nello spazio urbano oltre il Ponte Girevole.

Correnti Seduttive sarà replicata a Berlino dal 27 al 29 giugno al Centro per l’Arte e l’Urbanistica: installazioni sonore, performances e opere audiovisive interattive porteranno Taranto e il suo territorio lontano dalla periferia dell’Europa.

Un territorio che è «uno scenario seduttivo per la sua luce unica, il suo mare cristallino, la dolcezza della sua costa, ma anche per l’architettura industriale, i muri della marina militare, la devastazione delle campagne circostanti, l’abbandono e non cura di un territorio splendido con oltre 2000 anni di storia, culla della cultura occidentale». Correnti Seduttive «ha fatto leva sulla profonda volontà» di cambiamento che Taranto sta esprimendo anche grazie alla spinta delle associazioni culturali che operano quotidianamente in un contesto problematico.

Ma cosa sono queste correnti seduttive? «Il mar Piccolo di Taranto, ad esempio, è attraversato da correnti di acqua dolce che hanno reso possibile il noto settore della mitilicoltura tarantina portando per secoli prosperità all’intera regione. Negli ultimi decenni tali correnti naturali venivano sacrificate per dar spazio a una nuova corrente, quella dell’industrializzazione». Talvolta il rischio è quello di «restare sedotti e seguire una corrente senza chiedersi il perché». E senza conoscere le conseguenze. Che a Taranto, colpita da un inquinamento «che ha raggiunto livelli inimmaginabili», come nella Terra dei Fuochi, sono state devastanti. Così come nel Salento, dove la terra fertile è stata mischiata ai rifiuti pericolosi, veleno per la vita e per la terra stessa.

Nicola Sammali