Rischio frane, la Capitaneria blocca tutte le attività. Assobalneari: “Catastrofe economica”

Il rischio crolli ha costretto la capitaneria di porto a inibire un lungo tratto di costa adriatica, che va da San Foca fino a Otranto. Si rischia un grave danno all'economia salentina, perché non c'è un termine definito. Assobalneari lancia l'allarme.

Della Valle

SAN FOCA- “Lo specchio acqueo fino ad una distanza di metri 50 (cinquanta) dal tratto di costone roccioso a picco sul mare, nella marina di “Torre S. Andrea” potrebbe essere interessato da fenomeni di movimenti franosi”. Stessa situazione per Torre dell’Orso, Roca, San Foca, nella marina Li Marangi, Fontanelle e San Basilio e il tratto di costone roccioso sul mare e quello intorno ai faraglioni antistanti nella marina di Torre Specchia Ruggeri del comune di Melendugno”.

E’ stata rilevata pericolosità da parte dell’autorità di bacino della Regione Puglia, dal punto di vista geomorfologico, anche per quanto riguarda il litorale costiero che fa parte del Comune di Otranto. Lo sostiene la capitaneria di porto che ha emesso un’ordinanza che impone, con decorrenza immediata, il divieto di navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le unità navali in genere, come la balneazione, la pesca professionale e/o sportiva con qualunque tecnica nonché l’espletamento di qualsiasi attività subacquea e di superficie connessa agli usi del mare. Una vera catastrofe per l’economia turistica salentina.

Il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, spiega che tutti gli aspetti saranno valutati con la Regione e gli enti preposti, “ma sicuramente non si può essere leggeri di fronte a certi rischi”. Assobalneari lancia l’allarme. Perché l’ordinanza non ha un termine definito ed è una tegola pesantissima per gli operatori turistici.

“Sono anni che FederBalneari sbatte i pugni su tutti i tavoli istituzionali per invitare tutti i responsabili del Territorio e portatori di interessi alla salvaguardia e tutela della costa. Questi divieti sono il risultato dell’indiffereza politica a tutti i livelli, scatenando una serie di effetti gravi e dannosi all’immagine del Salento e della sua gente.