Rifiuti e Camorra: 17 arresti a Napoli, c’è anche un ingegnere tarantino

Rifiuti e camorra. 17 arresti eseguiti dai carabinieri di Napoli per infiltrazioni della Camorra nella gestione della discarica di Chiaiano. In manette anche un tarantino: l'ingegnere Michele Mirelli.

RIFIUTI

TARANTO- C’è anche un tarantino tra i 17 arrestati dai carabinieri di Caserta e del Noe di  Napoli: è l ingegnere Michele Mirelli. 8 sono finiti in carcere e 9 le persone sottoposte ai domiciliari. Questo l’esito di un ‘indagine delicata che proverebbe infiltrazioni della camorra nella gestione dei rifiuti a Napoli, in modo particolare, nella realizzazione della discarica di Chiaiano, nella zona nord del capoluogo partenopeo.

L’ingegnere tarantino, 63enne, è il presidente della commissione di collaudo per gli argini della discarica di Chiaiano. Per lui, nello specifico, l’accusa è di aver dichiarato, con tanto di certificazioni false, la conformità delle opere e delle attrezzature, in relazione ai progetti per quella discarica, in fase, appunto, di collaudo. 

Tra gli arrestati spicca anche il nome dell’imprenditore campano Giuseppe Carandente Tartaglia, noto per i suoi legami con i clan Nuvoletta, Mallardo, Polverino e, soprattutto, con la fazione Zagaria del clan dei Casalesi. I reati contestati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli sono, a vario titolo, associazione a delinquere di stampo camorristico, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, con l’aggravante di avere agevolato la fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Le indagini sono iniziate nel 2008.

Tre i filoni investigativi seguiti dai CC: l’infiltrazione camorristica negli appalti per la discarica di Chiaiano; le modalità della sua gestione e le false attestazioni dei funzionari pubblici, che hanno consentito agli amministratori delle Società Ibi Idrobioimpianti e della Edilcar, riconducibili ad alcuni degli indagati, di continuare, senza interferenze, i lavori nella discarica, conseguendo illeciti profitti.

L’attività investigativa ha anche evidenziato che, nel periodo dell’emergenza rifiuti in Campania, la Fibe (l’associazione temporanea di imprese che si aggiudicò l’appalto per la costruzione di sette impianti di produzione di combustibile derivato dai rifiuti e di due inceneritori, e per la creazione di diverse discariche nella Regione) ha sottoscritto, con società riconducibili alla famiglia Carandente Tartaglia, pensate ben 63 contratti per il trasporto ed il movimento terra, e per la realizzazione di lavori vari, molti dei quali puntualmente subappaltati dalla Ibi Idroimpianti.

I lavori di realizzazione dell’invaso della discarica di Chiaiano sono stati effettuati quindi  in violazione degli obblighi contrattuali e in difformità dal progetto approvato, utilizzando materiale non idoneo allo scopo, quale argilla proveniente da cava non autorizzata o argilla mista a terreno. In più è stato accertato il traffico di rifiuti illecito. Il Gip ha disposto il sequestro preventivo delle imprese riconducibili agli indagati ed ha attivato, su richiesta della Procura di Napoli  , la procedura per l’applicazione dell’ interdizione dall’ esercizio dell’attività .