Protesta avvocati, incontro con l’Anm. E a Roma il Ministro è pronto a discutere

Continua la protesta degli avvocati, ma in queste ore è stato avviato il dialogo con la magistratura: c'è stato un incontro. A Roma, Orlando ha deciso di incontrare i rappresentanti degli avvocati. Intanto, c'è una nuova tegola: l'accorpamento dei Giudici di Pace.

AVVOCATO

LECCE- Dopo l’annuncio in Open, i rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati e l’ANM si sono incontrati e hanno cercato soluzioni comuni e immediate ai problemi logistici e lavorativi che affliggono i tribunali leccesi. Gli avvocati Rella, Fatano e Altavilla hanno incontrato i magistrati Tanisi e Costantini nella Corte d’Appello, nell’ufficio di Mario Fiorella.

L’incontro è anche un segnale di dialogo da parte della magistratura: il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ha chiesto a più riprese un incontro e una discussione costruttiva e ha rassicurato gli avvocati che non sarebbero partit e azioni penali per l’interruzione di pubblico servizio.

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Raffaele Fatano, ha chiesto il respetto della protesta di una categoria sempre più in difficoltà, a causa di leggi che rendono la giustizia più cara e la professione più povera. Intanto, la vicenda a livello nazionale potrebbe sbloccarsi: il ministro Orlando ha convocato gli avvocati al ministero per mercoledì, alle 17. Ci sono grandi speranze per questo incontro: il nuovo responsabile del ministero avrebbe dimostrato già una certa sensibilità nei confronti delle rivendicazioni degli avvocati.

La meta è sempre la stessa: il ritiro del pacchetto giustizia. Intanto, un nuovo guaio sta per complicare ulteriormente la situazione: come anticipato in Open la settimana scorsa, è diventata legge la soppressione di tutti i giudici di pace: tutti gli uffici verranno accorpati tra Lecce, Brindisi e Taranto( tre soli uffici per tutto il Salento). Per gli operatori della giustizia, che in questi mesi, dopo l’accorpamento delle sedi giudiziarie, hanno dovuto lavorare in spazi angusti e invivibili, con l’inevitabile rallentamento del lavoro.