Il preoccupante black out istituzionale del Nautico di Gallipoli

Ancora tutto fermo per il Nautico di Gallipoli. Comune e Provincia non sono in grado di trovare la quadra. Intervengono comitati, politici e Movimento Regione Salento per chiedere di riaprire un confronto costruttivo.

Presidente Gabellone

GALLIPOLI- La vicenda del nautico di Gallipoli è in una situazione di stallo che preoccupa cittadini e associazioni. Il presidente Antonio Gabellone ha chiarendo la posizione della provincia di Lecce in un comunicato diffuso qualche giorno fa: “La vecchia struttura dove sorgeva il nautico è seriamente danneggiata: i tecnici ci riferiscono che la copertura in ferro si è gonfiata rovinando anche il cemento. Tecnicamente un’operazione di risanamento è difficile e costosa: si tratta di un impegno finanziario proibitivo per l’ente che guido”. 

La vicenda comincia nel 2002: l’immobile di via Gramsci viene dichiarato inagibile e viene sgomberato. Nel 2006 la Provincia include l’immobile nel piano delle alienazioni. Le intenzioni dei vertici dell’ente provinciale erano quelle di vendere due beni molto appetibili per la loro ubicazione, il vecchio nautico, appunto, e l’ex convento di via Pasca per ricavare le risorse necessarie a far sorgere un nuovo istituto nautico accanto all’istituto commerciale.

C’è, però, un problema: senza il cambio di destinazione d’uso, le due strutture sono poco appetibili. La possibilità di poter fare un albergo o altro, renderebbe più allettanti le alienazioni. Eppure, per quanto riguarda il convento, la stessa Provincia, nel 2001, ha finanziato il restauro di parte dell’ex monastero francescano con 2 miliardi di lire, progetto inserito nel Pis per il turismo, per farne un contenitore di eventi culturali e museo del mare. Un piano naufragato, ma, per molti cittadini, non per questo presupposto per consegnare l’immobile a privati.

Intanto, icittadini, i comitati e le associazioni si sono mossi per chiedere a Gabellone di togliere dal piano alienazioni il vecchio nautico, per recuperarlo e restituirlo alla città.

Un impasse difficilmente risolvibile per Gabellone, perché non ci sono i soldi e il comune di Gallipoli, evitando di cambiare la destinazione degli edifici in vendita non avrebbe permesso di recuperare le risorse necessarie. “La richiesta di cambio di destinazione d’uso dell’area che oggi ospita la vecchia sede del Nautico scaturiva dall’esigenza di recuperare la maggior quantità di risorse finanziarie possibili per realizzare il progetto dell’Amministrazione Comunale di Gallipoli e della precedente Amministrazione Provinciale di Lecce: spostare sulla via per Chiesa Nuova la sede del nuovo Nautico con la realizzazione di un moderno e tecnologico edificio”- ha spiegato Gabellone in un comunicato. Ora, secondo alcune indiscrezioni, il comune di Gallipoli sarebbe intenzionato a gestire da solo la vicenda, perché con lo svuotamento delle province quegli immobili passeranno quasi sicuramente nelle mani di Gallipoli.

Il sindaco Francesco Errico, invece, spiega che c’è l’intenzione di sedersi intorno a un tavolo con Gabellone e che incontrerà presto il preside del Nautico. In questo momento la maggior parte delle classi del navale sono state trasferite nel Villaggio del Fanciullo, immobile che il Comune sta vendendo e che diventerà un albergo. Quindi, non è ancora chiaro dove finiranno le classi del nautico. A questo bisogna aggiungere che la Regione ha autorizzato il comune di Tricase ad attivare alcuni corsi di conduzione di mezzi navali e altro: potrebbe essere uno dei primi passi per la nascita di un nuovo istituto. Quindi, a Gallipoli qualcuno comincia a temere lo “scippo”.

Ecco perché, in queste ore, si affastellano gli appelli a fare presto. Dalla provincia si levano le polemiche: Sandro Quintana parla di una farsa in cui il comune di Tricase ha insegnato al sindaco di Gallipoli come si fa sintesi e si mettono a disposizione della collettività gli immobili comunali senza svenderli come è successo a Gallipoli.

Il Movimento Regione Salento di Gallipoli chiede, per bocca del coordinatore cittadino, Antonio Baldari, che le BALDARIistituzioni la smettano di attaccarsi reciprocamente e che venga ripristinato il dialogo sulla base dell’interesse comune della riapertura dell’istituto. “La costante del prefisso “ex” accomuna il triste destino del patrimonio cittadino- spiega – depauperato e sacrificato a copertura di falle di bilancio o per soddisfare la foga speculativa che si cela dietro la mala politica locale. “Non ci sono i fondi per ristrutturare la scuola”, queste le parole del Presidente Gabellone al quale peró non sono seguite proteste ufficiali da parte del sindaco della città bella, il quale forse ha da farsi perdonare alla cittadinanza il medesimo scippo operato su altri due gioielli cittadini, ossia l’ex Istituto Salesiani e l’ex Istituto CEDUC. Osserviamo inermi allo sciacallaggio in atto in quanto sebbene come Movimento Regione Salento in passato abbiamo lanciato una nostra idea e proposta per rilanciare e salvare i predetti beni”.

La politica è troppo distante dai cittadini e dai propri bisogni, distratta davanti ai problemi e agli attacchi al nostro territorio, come è successo lo scorso 15 febbraio in occasione dell’incontro tenutosi a Gallipoli sul pericolo trivelle nello Jonio- spiega Baldari. Tutti, adesso, aspettano che le istituzioni facciano il loro dovere.