Nel centrosinistra ancora in alto mare le trattative per le candidature

LECCE-  “Non avrei mai accettato di fare il burocrate a Roma: sono in giro per tutto il collegio sud, senza mai fermarmi, perché non possiamo lasciare la Puglia nelle mani di Fitto e Berlusconi”. Michele Emiliano commenta così, al telefono, la mancata nomina a sottosegretario e spiega la sua strategia per ottenere più voti: stare in mezzo alla gente, farsi vedere nelle piazze e stringere accordi.

Renzi punta su di lui per portare a casa i risultati sperati. Il segretario regionale sarà il capolista e non dovrà confrontarsi con Massimo D’Alema, che, come vi avevamo anticipato nei giorni scorsi, ricoprirà un incarico europeo: farà parte della Commissione Ue.

Per farsi eleggere tutto va intersecato con le altre regioni: ecco perché non è facile capire quello che succederà nei prossimi giorni all’interno del centrosinistra. E’ chiaro, però, che Emiliano si sta giocando la carta europea per non rimanere fermo un anno e prepararsi così alla grande corsa: quella per la poltrona di governatore della Puglia. Anche questo sarà un modo per dimostrare il suo peso politico attraverso i voti: una sfida anche nei confronti di Fitto. Nel centrosinistra ci sono molti nodi da sciogliere: non è chiaro se Sergio Blasi deciderà di scendere in campo, ma per ora tra lui e il nuovo segretario regionale è calato il gelo.

Mal di pancia anche per altri uomini della vecchia guardia come Pellillo ed Maniglio: nel giorni scorsi, il primo ha contestato il baricentrismo del partito e la mancanza di attenzione per Taranto, mentre il secondo ha contestato la candidatura alle europee di Emiliano, che sarebbe incompatibile con il difficile ruolo di segretario regionale. Intanto, si continua a lavorare dietro le quinte per stringere accordi e ipotizzare candidature.

Negli ultimi giorni si sono liberate un po’ di caselle, non solo nel Pd: anche nel Sel il passo indietro di Nichi Vendola potrebbe lasciare il campo libero ad altri aspiranti europarlamentari. “Ancora non è deciso nulla sulle candidature: stiamo lavorando”- spiega Fratoianni. Un lavoro duro di mediazione continua con l’ala radicale per fare una lista che deve contenere nomi nuovi, vagliati dagli intellettuali che sostengono Tsipras.

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