Bellanova e Cassano sottosegretari al lavoro. Doccia fredda per Emiliano

Dopo lunghe trattative e rinvii, Massimo Cassano e Teresa Bellanova l'hanno spuntata: sono i due nuovi sottosegretari al lavoro, fanno parte delle lista dei 35. Michele Emiliano resta fuori: lo ha chiamato Renzi per chiedergli di fare il capolista alle europee.

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ROMA- Alla fine il colpo di scena c’è stato: proprio Michele Emiliano, il favorito, è rimasto fuori. “Bella chiacchierata telefonica con Matteo che mi ha chiesto di fare capolista a Sud per elezioni europee. Ho risposto: obbedisco. Con gioia!”- ha twittato il segretario regionale. Ma nel suo staff c’è amarezza: ci si aspettava di più, c’era in palio anche un ministero. In molti, però, si sono messi di traverso: le pressioni su Renzi hanno avuto gli effetti sperati. I cuperliani sono riusciti a ottenere l’unica sottosegretaria salentina:Teresa Bellanova. Per lei si sarebbe mosso perfino Bersani. La deputata del Pd ha una lunga storia sindacale e tante battaglie per il lavoro alle spalle. In queste ore, i big del Pd e i giovani democratici esprimono soddisfazione, “perché spiegano che c’è la donna giusta al posto giusto, in un momento di grande crisi per il mondo del lavoro”.

Nessun altro punto di riferimento per il Salento nel governo Renzi: non c’è stato niente da fare per Michele Pelillo. L’area tarantina del Pd rivendicava maggiore rappresentatività, ma non è andata bene. E’ andata, invece, molto bene al senatore del Nuovo centrodestra, Massimo Cassano: per lui è sceso in campo direttamente Angelino Alfano e, come avevamo annunciato, anche lui è il nuovo sottosegretario al Lavoro. Un grande colpo per Cassano, che può aumentare la sua influenza sulla Puglia e lavorare da una posizione privilegiata per insidiare le truppe di Fitto.

Il Consiglio dei Ministri ha terminato il suo lavoro alle 15 del pomeriggio, dopo rinvii e discussioni, Renzi ha trovato la quadra e ha messo fuori una lista di 35 sottosegretari e 9 viceministri: 62 i membri del governo, compresi i 16 ministri. Ci sono anche il foggiano Ivan Scalfarotto alle Riforme e ai Rapporti con il Parlamento e la barese Angela D’Onghia all’Istruzione. Adesso che il quadro è completo, Renzi dovrà passare ai fatti.