Arpa contro provincia: “Dopo diffida per Cerano, non collaboreremo più”

Assennato comunica la sospensione di ogni attività di Arpa Puglia nell'ambito della Repol: "Occorre ripristinare condizioni operative che garantiscano il carattere prettamente tecnico-scientifico della rete inficiato dalla diffida in oggetto"

Direttore Arpa Puglia Giorgio Assennato

LECCE- Giorgio Assennato comunica la sospensione di ogni attività di Arpa Puglia nell’ambito della Repol, la Rete di prevenzione oncologica leccese. E’ la risposta alla diffida inviata dalla Provincia di Lecce ad Arpa, Ares e Regione, oltre che a Ministero dell’Ambiente ed Enel, relativa alle emissioni della centrale a carbone di Cerano.
Un colpo basso, secondo Arpa, quell’atto firmato dall’avvocato Francesca Conte e voluto dal presidente Antonio Gabellone, lo stesso con cui si chiede di porre in essere, entro trenta giorni, ogni atto volto a ridurre l’impatto inquinante del polo industriale e ad avviare uno studio epidemiologico sugli effetti sanitari delle emissioni sulla popolazione del Leccese.

Assennato non ci sta. In una mail indirizzata ai dirigenti della Provincia e agli altri membri della Repol, scrive: “Sono costretto a precisare che la Provincia di Lecce ha un rapporto consolidato con Arpa Puglia, definito anche da convenzioni e protocolli d’intesa su molte matrici ambientali; la Provincia di Lecce è nel comitato di coordinamento della rete Repol, insieme ad Asl e Arpa; proprio il sottoscritto ha proposto di redigere un documento sullo stato delle matrici ambientali e sulla osservazione epidemiologica in provincia di Lecce, proposta accolta nell’ultima riunione del comitato di coordinamento e discussa nell’incontro del gruppo di lavoro del 24 febbraio ultimo scorso; la diffida inopinatamente pervenuta mi impone di sottoporre tutta la documentazione al vaglio del nostro Ufficio legale che provvederà a fornire gli opportuni suggerimenti del caso.

Nelle more, si intende temporaneamente sospesa ogni attività di Arpa a supporto di Repol. Occorre infatti ripristinare condizioni operative che garantiscano il carattere prettamente tecnico-scientifico della rete inficiato dalla diffida in oggetto”.