Spaccio nell’Adriatico, mezzo quintale di erba nella villa a mare: tre arresti

Non solo il rinvenimento di quasi 500 kg di droga in una villetta di Torre Santa Sabina, ma anche 3 arresti. Finiscono in manette due carovignesi E un cittadino Albanese. E ora si indaga sulla tratta Brindisi - Albania, eldorado dello spaccio nell'adriatico.

arresto

CAROVIGNO- Tra villa e spiaggia, quasi mezzo quintale di erba. Ma anche, idealmente, tre arresti. è questo il bilancio dell’operazione di martedì pomeriggio messa in campo dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Brindisi, capace di stoppare sul nascere un fiorente, in tutti i sensi, commercio di marijuana destinata a tutto il Salento in quel di Torre Santa Sabina, marina di Carovigno.

Lì, a pochi metri dalla spiaggia si trovava il furgone sospetto che, non certo a caso, ha attirato i militari delle fiamme gialle. Lì, a pochi metri dal mare, la scoperta, la prima. Dentro il mezzo, c’erano tre uomini. Dentro il mezzo, c’erano ben 373 kili di marijuana pronti, questa la tesi delle fiamme gialle agli ordini del maggiore Giuseppe Maniglio, per essere nascosti all’interno di una vicina villetta.

Dall’esterno, semplice dimora vacanziera. All’interno, deposito insospettabile per la sostanza stupefacente. Tra le mura della residenza estiva, infatti, i finanzieri hanno trovato altri 104 kili di erba, per un totale di 477 kili di droga. Rinvenuti e sequestrati, anche, 1300 euro, secondo i finanzieri riconducibili al traffico illecito. Droga, questa la tesi, appena arrivata dall’Albania e pronta, quindi, per essere distribuita sul mercato Italiano, Salento in particolare.

E così, la costa Adriatica si conferma, se mai ce ne fosse bisogno, uno dei principali punti d’approdo della droga. Con un occhio di riguardo, sembrerebbe, per il business e gli affari dalla Albania.

La linea “verde” che collega la costa brindisina con quella albanese sarebbe confermata dalla carta di identità di uno dei tre occupanti del furgoncino carico di droga. A finire in manette, infatti, anche un cittadino del paese delle Aquile, arrestato con i suoi due presunti soci italiani.

In carcere ci finiscono, quindi, i carovignesi Luigi Oronzo Palimisano, 55 anni, e Salvatore Cicoria, 69. Ma anche l’albanese Martec Malay, più giovane del trio con i suoi 39 anni. Tutti e tre, hanno precedenti specifici e tutti e tre dovranno rispondere di reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.  Per indagini che continuano e che promettono, tanto è emerso dalla conferenza stampa tenutasi in Procura, di regalare nuovi sviluppi.