Omicidio Angela Petrachi, la Cassazione conferma l’ergastolo per Giovanni Camassa

Ergastolo per l'agricoltore di Melendugno Giovanni Camassa: la cassazione mette la parola fine al processo per l'omicidio della giovane mamma Angela Petrachi.

giovanni camassa

MELENDUGNO- I giudici della Suprema Corte hanno confermato l’ergastolo a Giovanni Camassa per l’omicidio di Angela Petrachi, ammazzata a a 31 anni, seviziata e strangolata il 26 ottobre del 2002.
L’agricoltore 44enne di Melendugno in primo grado fu assolto. Il 3 luglio del 2012, però, la Corte d’Appello ribaltò la sentenza, giudicandolo colpevole e condannandolo all’ergastolo. Un mese dopo gli furono concessi gli arresti domiciliari poichè i suoi legali –gli avvocati Francesca Conte e Donato Amato– convinsero i giudici del riesame che non sussistesse l’esigenza di custodia cautelare in carcere.

Ora la Cassazione conferma il verdetto di colpevolezza per quello che è sempre stato l’unico imputato nel processo. Angela Petrachi era una giovane mamma di due figli, separata dal marito. Il giorno in cui fu uccisa, uscì dalla casa dei genitori nel primo pomeriggio e non vi fece più ritorno. Per due settimane di lei non si seppe più nulla. Il suo corpo fu trovato nelle campagne di Borgagne, frazione di Melendugno l’8 novembre. Era stata violentata e poi strangolata con i suoi slip. E l’assassino infierì anche con un coltello sul corpo della povera vittima.

L’accusa ha sempre sostenuto che lei e Camassa si fossero dati appuntamento, forse perchè la donna voleva comprare un cucciolo. Tesi, questa, sempre smentita dalla difesa. L’alibi a Camassa fu fornito dalla compagna, che poi diventò sua moglie. La donna disse che l’agricoltore trascorse con lei quel pomeriggio. E per questo fu accusata di favoreggiamento.