Rifiuti, costi “gonfiati”? Pronti i ricorsi collettivi

Contro i costi onerosi del servizio di trasporto dei rifiuti nell'ex Ato Le2, scendono in campo le associazioni dei consumatori: pronti i ricorsi collettivi

cassonetti rifiuti

LECCE- “Raccoglieremo le firme dei cittadini per patrocinare un ricorso collettivo contro l’Oga, che deve aggiornare e subito quei contratti tanto onerosi”. La Federconsumatori di Lecce lancia il guanto di sfida. Lo fa all’indomani dei risultati dell’indagine di mercato indetta dai sei Comuni dell’Aro 5, quella che ha portato a galla il corto circuito nelle tariffe del servizio di trasporto nell’ex Ato Le2, dove attualmente si continuano a pagare 21,50 euro a tonnellata solo per coprire i 38 km che vanno da Poggiardo a Cavallino e di 26,50 euro a tonnellata per i 34 che vanno da Poggiardo a Ugento.

Tutto frutto non di procedure di evidenza pubblica, ma di accordi e protocolli vari. Ciò che è certo è che è tanto, tantissimo in confronto ai 18 euro a tonnellata che serviranno, invece, a coprire i costi di trasporto per ben 192 km, quelli che separano la stazione di trasferenza di Melpignano, dove sarà depositato l’umido raccolto nei sei comuni, dall’impianto della Tersan di Modugno. In quei 18 euro, tra l’altro, sono ricompresi anche gli oneri del contratto di un operatore addetto alla pala meccanica nello stabilimento melpignanese.

“Come Federconsumatori- dice il portavoce Antonio Moscaggiuri- da un po’ di anni denunciamo i costi esagerati dello smaltimento: mentre tutti fanno affari, gli unici tartassati sono i cittadini, su cui pesano i costi elevatissimi per incapacità di chi gestisce queste partite”. “Approfondiremo la questione, la sproporzione appare abnorme- incalza Alessandro Presicce dell’Adoc-. Da subito, effettueremo l’accesso agli atti”.

Nel frattempo, la questione si fa anche politica. Mal digerita la stoccata del sindaco di Corigliano Ada Fiore, che s’è tolta il sassolino dalla scarpa affermando: “Ai cittadini il dovere di valutare. È bastata una semplice indgine di mercato per svlare i costi non giusti da loro pagati”. A lei risponde ora l’assessore provinciale al Bilancio, tra l’altro ex presidente dell’Ato Le2, Silvano Macculi: “Sono convinto che anche in buona fede hanno sbagliato i conti nell’Aro 5.

Mi riservo di dimostrarlo. Pagheranno 40 euro/ t in più rispetto all’attuale ciclo di smaltimento dei rifiuti. E questo sarà più oneroso che sostenere l’ecotassa, che ammonta a 25 euro a tonnellata in più. Inoltre- aggiunge- è scorretto fare confronti con i costi di un servizio di trasporto che doveva durare solo 4 mesi, da maggio ad agosto 2012 e ora in regime di proroga”.

Sarà, si aspettano i calcoli per avere conferme. Ragionando a bocce ferme, il consigliere provinciale Pd Alfonso Rampino continua a tirare le orecchie a Macculi:  “Le sue affermazioni nel considerare non conveniente lo smaltimento dell’umido vengono smentite dai fatti. E’ impareggiabile l’atteggiamento “beffardo” di chi, dopo aver gestito un ATO dimenticandosi di osservare le più elementari norme di contabilità pubblica, si erge oggi a paladino dei cittadini”