Lucciole sulla Statale, un ddl per arginare il fenomeno: “In casa, con patentino e tassazione”

Lucciole per strada e sulle statali. Arriva un disegno di legge presentato da una senatrice del Pd che punta alla regolamentazione della prostituzione. Con regolare licenza e persino tassazione tra diritti e doveri.

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BRINDISI- Partita iva, patentino e regolare tassazione. Tutto dentro casa, tutto in regola. Tutto il sesso che vuoi, verrebbe da dire, senza però che la criminalità organizzata possa metterci le sue zozze manacce. Senza, quindi, che il lavoro più vecchio del mondo debba necessariamente essere legato a cartelli malavitosi. Senza, pure, che quei pochi euro pagati alla prostituta di turno debbano poi essere “riciclati” sul mercato nero delle armi e della droga.
Belle speranze messere nero su bianco dalla senatrice laziale del Partito Democratico Maria Spilabotte che, qualche tempo fa, ha presentato un disegno di legge atto a favorire la regolamentazione della prostituzione. È la stessa senatrice, contatta telefonicamente, a spiegare i perché e i percome di una proposta che mira a superare le barricate di ipocrisia su un fenomeno dilagante anche qui in Salento, dove spopolano, tanto per dire, le lucciole nigeriane a ridosso delle statali.

Il ddl presentato dalla coraggiosa senatrice andrà incontro a numerose resistenze. Eppure, attesa al varco dalle resistenze conservatrici proprie di uno Stato che fatica ad affrancarsi dalla morale cattolica anche in campo politico e sociale, la Spilabotte, potendo contare su un supporto bipartisan, è ottimista.

Insomma, stop alle ipocrisie. Sì alla regolamentazione di un fenomeno reale e concreto. Ignorato per anni e quindi alimentato da un limbo normativo mai arginato. Un limbo normativo che, nei fatti, promuove moderna e non più tollerabile schiavitù.