Duplice omicidio, chiuse le indagini: 6 indagati

A distanza di quasi un anno dall'efferato duplice omicidio di Campi Salentina le indagini sono concluse e l'avviso notificato in questi giorni agli indagati. Gli inquirenti hanno ricostruito nei dettagli l'esecuzione e ai 4 responsabili si aggiungono i nomi di due guardie giurate.

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CAMPI SALENTINA- L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato in questi giorni alle 6 persone coinvolte nel duplice omicidio di Campi Salentina, l’efferata esecuzione di Massimiliano Marino e di Luca Greco , e il quadro per gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Capoccia è ormai chiaro così come le fasi , ora dopo ora, di quanto avvenuto il 10 marzo del 2013.
Mino Perrino, Francesco Cippone e Franz Occhineri di Campi Salentina sono gli autori materiali dell’omicidio. Dopo aver attirato le due vittime in casa di Perrino le conducano nell’abitazione sulla Campi San Donaci e nel cortile le ammazzano con estrema crudeltà: sono in 3 contro le due vittime predestinate: con una pistola semiautomatica 9×21 e con un coltello a serramanico le crivellano di colpi e le feriscono con più fendenti su tutto il corpo, compreso il volto.

Per eliminare ogni traccia portano in un altro luogo la Lancia Lybra di Massimiliano Marino e gli danno fuoco cospargendola di gasolio. È in questo momento che entra in scena anche Luigi Tasco, anche lui di Campi. Aiuta i tre a nascondere i cadaveri trasportandoli alla periferia di Campi Salentina e gettandoli in una cisterna colma d’acqua in aperta campagna. Per evitare che i corpi galleggino li ricoprono di grossi massi e chiudono l’imboccatura con un coperchio. È qui che gli inquirenti li ritroveranno due mesi più tardi.

Ma nell’avviso di conclusione delle indagini compaiono anche inaspettatamente altre due persone coinvolte. Si tratta delle due guardie giurate Cesare Tondo, 41enne di Cavallino e Diego Quarta 36 anni di Monteroni. Tondo è accusato di aver detenuto la pistola glok 9×21, l’arma del delitto. La possedeva dal 2007 senza averne fatto mai denuncia. Quarta invece fa da intermediario e fa arrivare, questa pistola nelle mani degli assassini: 1000 euro il prezzo della vendita, di cui 70 vanno quarta per l’intermediazione.

Tutti gli indagati sono difesi dagli avvocati Paolo Maci, Francesco Tobia Caputo, Roberto Rella, Antonio Savoia, Vito de Pascalis e Alessandro Costantini. A loro disposizione sono ora tutti gli atti delle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce da quelli di Campi, compresi nastri e files di intercettazioni telefoniche e ambientali. 20 giorni per produrre le memorie difensive e poi la prima udienza.