(NON) È UN PAESE PER VECCHI

Segno Urbano

Qualunque cosa può essere uno strumento. Cose piccole. Cose che non noteresti neppure. Passano di mano in mano. La gente non ci fa caso. E poi un giorno si fanno i conti. E dopo niente è più come prima.(Cormac McCarthy, No Country for Old Men 2005)

Taranto e Lecce, un centinaio di chilometri di distanza. Identica voglia di spazi sociali e aggreganti, stessa necessità di rigenerazione urbana. Dal basso.

Tra i due mari ci provano, non senza difficoltà, i ragazzi di Officine Tarantine. La storia inizia il 2 novembre: un gruppo composto da giovani realtà già presenti sul territorio decide di unire le forze per dare alla città un posto per respirare cultura e collaborare. Quel posto è un’ex proprietà del demanio passato lo scorso anno al Comune, per tantissimi anni dimenticato e lasciato al degrado.

Gli ex baraccamenti Cattolica vengono occupati e la città riscopre un teatro – riqualificato e restaurato dagli stessi ragazzi – che quasi nessuno conosceva. Lì dentro, i ragazzi avviano laboratori didattici, esperienze sociali, eventi musicali e artistici.

Sembra un mondo a parte, un ecosistema unico e separato dal contesto esterno. Terminano la ristrutturazione dei due bagni, il pavimento della cucina mentre danno il via alla raccolta differenziata e al riciclo di materiale.

Loro, ancora, ci credono. Nonostante un’ordinanza d’interdizione e uno sgombero fallito per la loro resistenza. Che, però, potrebbe riconfigurarsi in questi giorni. Quello stabile degli ex baraccamenti Cattolica è un simbolo e il palco del teatro una sorta di effige da difendere a ogni costo.

L’unione delle forze è l’auspicio jonico. L’unione delle forze è la strada maestra dell’esperienza salentina.

A Lecce, nel 2008, più di venti associazioni cominciano a raccogliere report su sopralluoghi e interventi di rigenerazione sociale e urbana nel quartiere Leuca attraverso una serie di laboratori di co-progettazione.

In quell’occasione due associazioni – LUA laboratorio urbano aperto e Knos – si fanno portavoce e coordinatori dei rapporti con l’amministrazione comunale di Lecce, chiedendo di poter applicare insieme la famosa legge Regionale 29 luglio 2008, n. 21 “Norme per la rigenerazione urbana”.

«Da quel momento in poi, l’amministrazione decise di darci voce e mise a punto il primo bando sulla rigenerazione urbana (il I Stralcio della rigenerazione) in cui furono finanziate 13 associazioni per realizzare i primi interventi di rigenerazione sociale e urbana – racconta Ilaria Miccoli, componente della segreteria organizzativa LUA – producemmo una vera e propria mappatura del quartiere intervistando i residenti del posto, chiedendo loro un contributo al cambiamento».

Ora, siamo già alla seconda tappa con il II Stralcio della rigenerazione che interessa sempre il quartiere Leuca fino ad arrivare a porta san Biagio.

«Il bando è stato completato, avremo ben trenta associazioni finanziate per intervenire di pari passo con il cantiere che realizzerà dei lavori molto importanti per l’aumento delle aree verdi, la ripavimentazione della piazza antistante alla porta san Biagio e lo smistamento del traffico per rallentare il flusso di auto nei pressi del centro storico».

La rigenerazione urbana e la voglia di aggregazione sociale accorciano chilometri e distanze. A Lecce e Taranto premono le realtà associative, dal basso. Ascoltarle e darle voce è un dovere, dall’alto.

Alessio Pignatelli

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