Francavilla 2014, politici come Lassie: dopo 5 anni sono tutti tornati a casa

Amministrative 2014 a Francavilla, politici di centrodestra tutti come il noto cane della Tv Lassie che, dopo qualche fuga in avanti e attimi di confusione, alla fine son tutti tornati alla casa madre.

Municipio di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA- L’ultima volta, era il 2009. Le urne, dopo un ballottaggio tiratissimo, decretarono Vincenzo della Corte, di nuovo sindaco di Francavilla Fontana e leader spirituale di una coalizione contrapposta al “laboratorio” di Curto, Ferrarese e Galiano. 5 anni fa e tutto è cambiato. Tutto si è trasformato. Perché tutto resti fondamentalmente uguale. Tutti a casa, son tornati. Prendendo strade contorte, lunghe complanari e improbabili giri della morte.
E allora, qua la zampa, dolce amico politico. Ferrarese, presidente della provincia lo è diventato anche grazie all’apporto, fondamentale, di Euprepio Curto che, bacino di voti in tasca, permise all’attuale segretario salentino di Ncd di superare il mai stimato Michele Saccomanno, sostituto del baffuto ex senatore nella camera alta. Galiano, candidato sindaco e delfino di Curto, complice un calippo ed un chinotto preso a Campomarino, ha corso per un po’ nel giardino di casa a mare di Gino Vitali per poi risultare fondamentale, pure lui, nel riavvicinamento tra Curto e Ferrarese. Ed ecco che una casa improvvisamente vuota, si ritrova nuovamente piena di amici pronti a scommettere su Domenico Attanasi, candidato di Idea.

E che dire sul fronte Forza Italia? Antonio Andrisano, andato in confusione dopo le dimissioni di Vincenzino della Corte, ha prima formato Città in Movimento e, dalle macerie di quell’esperimento, si è prima riavvicinato a Forza Italia per poi cedere alle lusinghe di un Nuovo Centrodestra in formato Friolo. Con l’ex assessore ai lavori pubblici, anche Mimmo Bungaro e Francesco Fumagalli. Tutti e tre, dopo travagliato tormento, son però rientrati anche loro a Casa Vitali senza, però, passare dal calippo di Galianesca memoria quanto, piuttosto, mangiarsi una pagnotta col vincitore delle primarie Antonio Sgura. Riuniti, come una grande famiglia.

Sarà il richiamo di casa, una casa che sembra vuota o la paura, maledetta paura, del buio quando arriva sera. Ma tutto cambia, nulla si distrugge. Neanche i rapporti o, perché no, l’opportunismo politico. Non sarà il principe di Machiavelli, ma una sorta di Dallas mescolato a quel noto telefilm con protagonista un collie…beh, quello sì. Ben ritrovati. Ben tornati a casa.