Ecotassa, la proposta Gabellone-Macculi: “Fissiamo prezzi giusti, come fanno altrove”

Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, insieme al suo assessore Silvano Macculi, hanno lanciato un nuovo appello alla Regione: “Ecotassa balzello inapplicabile. Si fissi un importo giusto da rimodulare a seconda delle performance dei comuni”

GABELLONE lecce

LECCE- La Provincia di Lecce continua la sua attività di moral suasion nei confronti della Regione Puglia e invita Nichi Vendola a sedersi attorno a un tavolo per evitare che l’ aumento dell’ecotassa in molti comuni diventi l’ennesima batosta per i cittadini e scateni un vortice di contenziosi. La proposta è quella di fissare dei costi ragionevoli, modulare l’ecotassa, magari prendendo spunto dai costi nelle regioni, e prevedere per le province che non hanno impianti di compostaggio una franchigia del 40 per cento.

Non sono mancate le critiche: secondo l’assessore Silvano Macculi, la politica ambientale di Vendola è fallimentare, per tutta una serie di ritardi nel chiudere il ciclo dei rifiuti. “Il governatore ha perso anni e oggi ci ritroviamo senza impianti di compostaggio – spiega- . Oggi avvertono che sono a disposizione 33 milioni, ma noi avevamo fatto domanda per costruire gli impianti già nel 2008. Ci vogliono tre anni per reliazzare un impianto e nel frattempo dovremmo rassegnarci all’aumento dell’ecotassa”. Duro con la Regione anche il presidente Gabellone, che parla di totale assenza di programmazione nel corso degli anni.

Macculi spiega che il Salento ha delle eccellenze nella governance in materia di rifiuti e chiarisce che le Aro sono nate in questo territorio già nel 2007 e sono operative dal 2009 e prevedono la raccolta dell’umido, mentre la Regione ci è arrivata molto dopo. Nell’aro 4 gli 11 comuni hanno avviato con successo una sperimentazione che sfiora l’80 per cento di raccolta, che però non può essere smaltita se non mandando l’umido a Modugno e superando i costi dell’ecotassa.

Inoltre, la Puglia è la regione con la tassa più alta insieme a Umbria e Friuli. “Non c’è una modulazione con premialità – spiega l’assessore – ma hanno deciso di mettere l’aliquota più alta, al contrario delle regioni virtuose, come la regione Marche, promossa nella valutazione legambiente, che fa pagare 20 euro a tonnellata ma modula l’importo in base alle performance di raccolta differenziata raggiunte dai comuni. Macculi chiarisce che smaltire l’umido produrrebbe dei costi superiori all’aumento dell’ecotassa previsto per i meno virtuosi. “Tutti questi motivi rendono l’ecotassa un balzello inapplicabile”. Gabellone invita Vendola a rifletterci.