Grotte di Poggiardo minacciate dalla cava, esposto in Procura

Esposto in Procura e alle forze dell'ordine sulle grotte minacciate dall'espansione della cava, a Poggiardo. I rilievi condotti dagli attivisti con il gps documenterebbero distanze dal ciglio di cava inferiori a quelle prescritte nelle autorizzazioni.

grotta la tana 2

POGGIARDO- Non si è fatto attendere. È già arrivato il primo esposto per chiedere di verificare un eventuale sconfinamento della cava sulla serra di Poggiardo e di procedere a un blocco dei lavori, per non compromettere le grotte preistoriche. A presentarlo il presidente dalla fondazione Moschettini, Luigi Del Prete. È indirizzato a Procura, Forestale, Direzione regionale dei Beni culturali, al sovrintendente archeologo di Taranto, Luigi La Rocca, oltre che ai carabinieri del Nucleo Patrimonio tutela artistica di Bari. Si solleva il velo soprattutto relativo alle distanze, minimali, tra il ciglio di cava e gli ingressi degli antri. Cento metri minimo quella prescritta nelle autorizzazioni rilasciate nel 2010 dalla Regione Puglia alla società “La Campana S.r.l.”, che lì estrae roccia calcarea. Il parere favorevole di VIA prescrive, testualmente, che “in fase di realizzazione dell’opera venga rispettata la fascia di tutela integrale dalla emergenza 954 Grotta di Poggiardo (ml. 100 dall’emergenza)”.

E invece? Nell’esposto sono riportate le distanze calcolate dalla Fondazione tramite sistema gps e, è obbligo precisarlo, misurazioni di parte, da comprovare. Dicono che dal bordo cava alla “grotta di Poggiardo” o delle “meraviglie” ci sono appena 76,51 metri, che diventano 62,76 rispetto alla grotta “San Silvestro”, 62,19 rispetto a quella “della Tana”, 95 rispetto alla “Micello”. E questo solo per rimanere alle quattro cavità censite, mentre la fascia di assottiglierebbe a 30 metri rispetto alla grotta Alta, non oggetto di segnalazione in passato ma comunque parzialmente esplorata.

La grotta esiste, come hanno documentato anche le nostre telecamere. E questo nonostante nell’indagine con tomografia elettrica, presentata dalla stessa ditta in fase di valutazione, sia stato dichiarato che “non sono stati rilevati valori di resistività tali da identificare cavità o grotte sotterranee”. Anomalie che non sfuggono, adesso, neppure all’amministrazione comunale.
In attesa che la Soprintendenza, di fronte a tutto questo, batta un colpo.