Ruspe a pochi metri dalle grotte, ecco la cava che ingoia la storia

Davvero la cava sulla serra di Poggiardo rischia di divorare le grotte preistoriche? Distanze di pochi metri tra le cavità e le ruspe. Questo abbiamo trovato. In mattinata sopralluogo anche della soprintendenza.

grotta la tana 2

POGGIARDO- I piedi sprofondano nell’erba alta. Sprofondano come facevano i vecchi picconi nella roccia, quelli che si sono fermati quando la terra ha preso a cedere sotto i piedi e ha fatto emergere le sue narici. Eccole le grotte sulla serra di Poggiardo, lungo la strada che porta a Minervino. Nove in tutto, 4 quelle censite dalla stessa Regione Puglia, ora minacciate dal nuovo piccone che avanza.

Il rumore dei mezzi a lavoro è prepotente, nonostante il vento che sferza le orecchie. Gli escavatori hanno già iniziato, com’è evidente, a grattare la parete sud della cava, che qui esiste da settant’anni, ma che ha preso ad avvicinarsi fin troppo alle grotte. Cento metri, minimo, la distanza prevista, soprattutto dalla grotta della Tana, questo ingresso di antro straordinario, sotto gli ulivi, bocche di cunicoli che si perdono, come quelle della seconda grotta, quella “delle meraviglie” o la terza, chiamata Micello. Tutte a pochi passi. Buche in superficie, spettacoli di stalattiti in profondità, come documentano queste foto scattate da appassionati speleologi. Non è questo luogo qualunque, è evidente.

Lungo le sponde di quello che doveva essere un antico corso d’acqua, l’altra cavità, la grotta di San Silvestro. Chi l’ha scoperta racconta quello che ha visto.

La domanda è quella che inchioda tutti: com’è stato possibile concedere autorizzazioni a scavare qui? E fino a che punto si spingono quei lasciapassare? Si passa al setaccio la documentazione ora, nell’ufficio tecnico comunale, soprattutto. In mattinata ha fatto il suo sopralluogo anche Salvatore Bianco, dirigente della Soprintendenza, dopo l’allarme lanciato dalla rete di comitati e associazioni che ha denunciato il pericolo in corso: perdere anche l’ultima traccia di quello che pare essere stato un villaggio preistorico in zona, come testimonierebbero le centinaia di reperti qui ritrovati: li prendiamo in mano. Sono denti di squalo e punte di lancia, in selce soprattutto. Eppure, niente è stato indagato e molto potrebbe già essere stata cancellato. Gps in mano, adesso si ricalcolano le distanze, si cerca un argine, pronti ad alzare una barricata anche con un esposto in Procura e alle forze dell’ordine.

grotta la tana 2

grotta micello

grotta delle meraviglie