Tangenti da ditta dell’appalto: arrestati due dipendenti Ilva

Avrebbero preteso tangenti da 5 mila euro per far lavorare ditte dell'appalto Ilva i carabinieri hanno arrestato due dipendenti infedeli della ditta Taranto Energia

arresto

TARANTO- Nella tarda serata di ieri, 14 febbraio, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, a seguito di denuncia della Security dell’ILVA e di una ditta esterna al siderurgico hanno arrestato e sottoposto a fermo un tecnico ed un impiegato della Società Taranto Energia, che gestisce la centrale elettrica ubicata all’interno del complesso siderurgico jonico, garantendone l’approvvigionamento energetico, direttamente controllata da ILVA S.p.a..

Sono numerose le ditte esterne che operano, con svariati compiti, all’interno del complesso siderurgico ILVA di Taranto.

Lo scorso novembre, proprio una ditta esterna che operava in ILVA già da alcuni anni, ha ricevuto due commesse per lavori di manutenzione della predetta centrale. Pochi giorni dopo l’inizio dei lavori, il capo cantiere della ditta è stato avvicinato da un 39enne tecnico di Taranto Energia, che, senza mezzi termini, gli ha chiesto danaro per potersi aggiudicare altri lavori, rivendicando a sé ad al suo “capo” il merito dell’ottenimento di quelli già in esecuzione, nonché il “potere” di far continuare la ditta ad operare in ILVA. Il capo cantiere ha risposto che avrebbe riferito alla “proprietà”.

A distanza di un paio di settimane, al capo cantiere si è presentato il superiore del tecnico che, senza mezzi termini, è tornato in argomento sollecitando quanto già prospettato dal compare. Anche in questo caso, la richiesta non ha ingenerato dubbi nell’interlocutore che, a sua volta, ha chiesto di quantificare l’importo. Trascorsi alcuni minuti, il capo cantiere ha appreso che cinquemila Euro potevano andare bene per soddisfare le aspettative di entrambi.

Sconcertato dalla richiesta, l’uomo ha risposto che avrebbe comunicato la pretesa al titolare della ditta che, sin dall’inizio della vicenda, aveva messo al corrente di tutto l’ufficio Security del Gruppo ILVA, che ha rassicurato l’imprenditore che gli eventi in parola sarebbero stati denunciati ai Carabinieri chiedendogli, nel frattempo, di simulare e di assecondare le richieste estorsive, anche per verificare l’effettiva determinazione dei due.

Alla fine del mese di gennaio, il titolare della ditta decideva quindi di fissare un incontro di persona con l’impiegato più alto in grado fra i due estortori, incontro che si è tenuto all’interno dell’ILVA e nel corso del quale, seguendo le indicazioni dell’Ufficio Security del Gruppo ILVA, è stata pattuita la consegna di €. 5000, in buoni carburante.
Dopo alcuni giorni, considerando che la “transazione” si stava per concretizzare, l’Ufficio Security del Gruppo ILVA, a seguito di formale procura conferita dal Commissario Straordinario Enrico BONDI, ha presentato denuncia/querela ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto che, da subito, si sono attivati per le indagini, acquisendo anche dalle vittime della vicenda, inequivocabili testimonianze.

Nella tarda serata di ieri 14 febbraio, il titolare della ditta, dopo aver informato i Carabinieri, ha contattato uno dei due dipendenti infedeli, fissando un appuntamento per la consegna dei buoni. I militari hanno quindi predisposto un servizio di osservazione del punto fissato per la consegna e si sono posizionati nei pressi con altre pattuglie per intervenire al momento opportuno.

Puntuale come un orologio svizzero, l’uomo si è presentato all’appuntamento. L’incontro con l’imprenditore è durato pochi minuti, sufficienti però, per la consegna. Ma il tragitto del malfattore a bordo della sua auto, è stato davvero breve perché, dopo aver percorso poche centinaia di metri, è stato bloccato dai Carabinieri, che lo hanno perquisito ed hanno recuperato i buoni carburante indebitamente ricevuti dal titolare della ditta, a cui saranno restituiti.

L’uomo, un 50enne è stato condotto in caserma, dove è stato dichiarato in arresto per estorsione in concorso con il suo socio in affari, un 39enne, che è stato rintracciato poco dopo presso la propria abitazione, e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per lo stesso reato.

I due sono poi stati condotti presso la casa circondariale di Taranto, ove rimarranno a disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dr. Remo Epifani, in attesa della convalida dei rispettivi provvedimenti.